L’Europa non si fida degli annunci del governo. Il commissario Rehn chiede garanzie sul rispetto del Patto di Stabilità

di Lapo Mazzei
Politica

di Lapo Mazzei

E comunque restiamo osservati speciali. Certo, la Commissione europea ha accolto “con favore” le assicurazioni fornite dal premier italiano Enrico Letta sul rispetto degli obiettivi di bilancio, ritenendo che le decisioni prese siano un “‘segnale positivo” per la tenuta del governo.
Ma prima di esprimere il suo giudizio sulle misure annunciate l’Europa vuole analizzarne in dettaglio “la compatibilità con gli impegni assunti” dall’Italia e le raccomandazioni adottate dall’Ue lo scorso luglio.
Insomma, il solito vecchio ritornello: non fate i furbi. In particolare il commissario per gli affari economici e monetari, Olli Rehn, vuole essere sicuro che il gettito perso in seguito all’abolizione dell’Imu sia coperto in maniera tale da garantire che il rapporto deficit-Pil resti sotto il 3%. Perché, ha sottolineato, “assicurare la sostenibilità delle finanze pubbliche, riducendo in particolare un debito molto elevato, è assolutamente essenziale” per ristabilire la fiducia e gettare le basi per una ripresa duratura. Ma anche perché il risanamento dei conti, ricorda il commissario, è stato la base su cui si è decisa la chiusura della procedura per deficit eccessivo. E comunque la decisione italiana di coprire il minor gettito tagliando le spese piuttosto che aumentando le tasse piace a Rehn, il quale però ricorda che anche in questo caso i dettagli del piano del governo devono ancora essere resi noti. Troppe volte agli annunci fatti non hanno corrisposto i fatti relativi.
L’appuntamento, ora, è fissato per il prossimo 15 ottobre. Per quella data Letta dovrà presentare a Bruxelles la legge di stabilità per il 2014 indicando in dettaglio le coperture del minor gettito. E la Commissione europea avrà a quel punto un mese di tempo per analizzarne i contenuti e “suggerire” eventuali modifiche. Una scadenza da seguire con particolare attenzione. Intanto l’Unione europea fa sapere che i segnali di tenuta del governo Letta vanno nella direzione di quella stabilità politica necessaria per realizzare le riforme e sostenere la crescita. E come tutti gli osservati speciali portiamo a casa un colpo al cerchio e un colpo alla botte. Una situazione che non dispiacerà a Enrico Letta, sperimentato maestro d’equilibrismo.

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