L’orco si suicida nel carcere di Alessandria. Si è tolto la vita l’allenatore delle giovanili di calcio che aveva abusato per 30 anni di molti baby giocatori

dalla Redazione
Cronaca
Violenza minori

Ha deciso di suicidarsi in carcere Antonio Marci, l’allenatore delle giovanili di calcio, arrestato ad Alessandria per aver abusato di alcuni baby calciatori che allenava. L’uomo, 63 anni, si è soffocato, mettendosi una busta in testa. Nei giorni scorsi, al termine delle indagini che avevano raccolto prove schiaccianti, Marci era stato tratto in arresto dai carabinieri, con l’accusa di pedo-pornografia e atti sessuali su minori.

L’inchiesta era partita dalla segnalazione di un uomo, che circa trent’anni prima aveva abusato di lui. L’incontro casuale ha portato alla denuncia e agli approfondimenti degli investigatori. L’allenatore, al momento dell’arresto, è stato trovato in casa con un ragazzo di 14 anni. Stando a quanto riportato dalla stampa locale, nel suo appartamento sono stati rinvenuti video amatoriali: il 63enne avrebbe anche ripreso molti dei rapporti sessuali intrattenuti con i suoi calciatori. La tecnica era semplice: prendeva confidenza con i giovani nelle docce, successivamente si dimostrava cortese invitandoli a svolgere attività al di fuori del campo di calcio. E alla fine chiedeva di incontrarsi a casa.

“Avevo chiesto i domiciliari perché ritenevo il carcere non adeguato a tutelare la sua incolumità. Mai però mi sarei aspettato una cosa del genere”, ha spiegato l’avvocato Massimo Taggiasco, che difendeva Marci. “L’altro giorno, al termine dell’interrogatorio di garanzia, mi aveva promesso che quando ci saremmo rivisti mi avrebbe spiegato”, ha raccontato il legale, lasciando intendere un passato difficile per l’uomo.