Lotta allo smog, Costa convince la Commissione Ue. Oggi si firma il Clean Air Dialogue. Obiettivo: uscire dalle infrazioni

di Alessandro Righi
Politica

Il traguardo raggiunto è uno di quelli importanti: oggi, alla presenza di sei ministri, del presidente della Conferenza Stato-Regioni Stefano Bonaccini, del presidente del Consiglio Giuseppe Conte e del commissario Ue con la delega all’ambiente Karmenu Vella, verrà siglato il Clean Air Dialogue. Un risultato raggiunto dopo un anno di trattativa e negoziati fortemente voluti dal ministro dell’Ambiente, Sergio Costa. Il Clean Air Policy Package è un pacchetto di misure per la qualità dell’aria: ha lo scopo di migliorare la legislazione esistente e ridurre le emissioni dannose causate dall’industria, dal traffico, dagli impianti di produzione di energia e dall’agricoltura per tutelare la salute e l’ambiente.

Il pacchetto, spiega il ministero dell’Ambiente, comprende una proposta di direttiva sulla riduzione delle emissioni nazionali di determinati inquinanti atmosferici, una sulla limitazione di emissioni di specifici inquinanti emessi da impianti di combustione di medie dimensioni e il Clean Air Programme for Europe, pensato per ridurre in modo omogeneo e diffuso le emissioni inquinanti sul territorio europeo mediante azioni coordinate tra Unione Europea e Stati membri che, a loro volta, sono chiamati ad agire in stretto coordinamento con Regioni e Città. Bisogna precisare, peraltro, che l’Italia è gravata da due procedure d’infrazione sulla qualità dell’aria: la 2015/2043 e la 2014/2147, relative al superamento dei livelli di biossido di azoto (NO2) e particolato (PM10) in alcune Regioni italiane.

Ed è per questa ragione che si è giunti a tale protocollo che è un vero e proprio piano d’azione. Saranno presenti, oltre al premier, i ministri dell’Ambiente Costa, delle Infrastrutture Danilo Toninelli e della Salute Giulia Grillo, oltre a rappresentanti dei ministeri di Economia, Sviluppo economico e Politiche agricole. Il Piano prevede fondi a 400 milioni di euro per l’uscita dal carbone per la produzione energetica nel 2025, per incentivi ai mezzi di trasporto a propulsione ibrida, per l’omologazione nel Codice della strada per la micromobilita’ elettrica (segway, monopattini, hoverboard), per incentivi per la sostituzione delle vecchie caldaie da riscaldamento, per la riduzione delle emissioni di ammoniaca dagli allevamenti.

“Dobbiamo uscire dalle procedure di infrazione perché vogliono dire multe pesanti – ha spiegato Costa -, ma anche perché, secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, in Italia ci sono 80mili decessi prematuri all’anno, 260 al giorno, per l’inquinamento atmosferico”. Numeri da brividi che si spera verranno ridotti grazie a incentivi per mobilità alternativa e sostenibile, limitazione dell’uso dell’ammoniaca nell’allevamento. Insomma, misure nazionali definite e radicali per la lotta all’inquinamento dell’aria e per uscire dalle procedure d’infrazione.