Ma quali ministri paperoni. Sono finiti i tempi di Monti e Berlusconi. Fedeli oggi la più ricca con 180mila euro. Nel 2010 la Severino dichiarava sette milioni

di Giorgio Velardi
Cronaca

È proprio il caso di dirlo: non ci sono più i ministri paperoni di una volta. Dalle dichiarazioni dei redditi 2016, pubblicate sul sito parlamento.it, emerge infatti come l’esponente più ricca del Governo Gentiloni risulti essere la numero uno dell’Istruzione Valeria Fedeli, con un imponibile di 180.921 euro. La Fedeli, ex sindacalista della Cgil, guadagna circa 32 mila euro in più del secondo in classifica, il ministro della Cultura Dario Franceschini, che si ferma a 148.692 euro, mentre Anna Finocchiaro (Rapporti con il Parlamento) è terza a quota 144.853 euro. Più staccati il ministro per gli Affari regionali Enrico Costa (112.034 euro), il presidente del Consiglio (109.607 euro) e il ministro dei Trasporti Graziano Delrio (104.473 euro). Via via tutti gli altri: da Giuliano Poletti (104.432) ad Angelino Alfano (102.300) e Carlo Calenda (102.058 euro) fino a Beatrice Lorenzin (97.576 euro), Roberta Pinotti (96.663 euro) e Maria Elena Boschi (96.663 euro). Il più “povero” fra i ministri dell’attuale Esecutivo è Maurizio Martina (Agricoltura) con 46.750 euro, ma pure Pier Carlo Padoan (Economia) per il 2016 ha dichiarato un imponibile di “soli” 49.958 euro. E l’ex premier Matteo Renzi? Se nel 2015 aveva un reddito di 107.960 euro, l’anno scorso è sceso a 103.283 euro.

Tecnici di peso – Certo, si tratta comunque di cifre di tutto rispetto, soprattutto se paragonate con gli stipendi di alcune categorie di lavoratori. Ma parecchio lontane da certi fasti del recente passato. Come dimenticare, del resto, i redditi di alcuni pezzi da novanta del Governo tecnico di Mario Monti? In quel caso, anni or sono, a primeggiare era la ministra della Giustizia Paola Severino, che con i suoi 7 milioni di euro (reddito riferito al 2010 quando svolgeva la professione di avvocato) praticamente doppiò l’ex super-ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera (3,5 milioni di euro più una casa a Parigi). A un milione 700 mila euro si “fermava” invece Piero Gnudi (Affari regionali, Sport e Turismo) mentre Giulio Terzi (Esteri) e Giampaolo di Paola (Difesa) dichiaravano – rispettivamente – 337.000 e 314.000 euro.

L’inarrivabile – Nulla a che vedere, ovvio, con il reddito di Silvio Berlusconi, la cui dichiarazione Irpef 2009 sfondava il tetto dei 23 milioni di euro, 8 in più dell’anno precedente. Al tempo, anni luce dietro al Cavaliere, si piazzava Ignazio La Russa (Difesa) con 517.078 euro, mentre il leghista Roberto Calderoli, a capo del ministero della Semplificazione normativa, si aggiudicava la medaglia di bronzo con 183.299 euro. Più staccati invece Altero Matteoli (Trasporti), 167.784 euro, e Sandro Bondi (Cultura), 160.779 euro. Mara Carfagna (Pari opportunità) doveva accontentarsi di 149.146 euro. Fanalino di coda era Alfano con 123.000 euro, comunque 21mila in più rispetto ad oggi.

Tw: @GiorgioVelardi

  • Sergio

    Si sono dei poveracci con 180.000 euro. Mandiamoli a casa e facciamoli vivere da signori come molti pensionati con 10.000 euro annui facendogli pagare tutte le tasse canone RAI compreso.