Manette, tasse e numeri a caso. Tutto fa brodo per la propaganda. Professionisti delle fake news alla carica della Manovra. Tramontato l’alibi dello spread restano solo le bufale

di Laura Tecce
Politica

Tasse e manette. Questo il refrain, lo slogan ad effetto, lo spettro che da settimane viene agitato dalle opposizioni e dalla propaganda anti governativa alimentata da opinionisti tv compiacenti ed editorialisti in malafede. Numeri in libertà e terrorismo psicologico. C’è chi parla di aumenti di tasse per cinque, dieci, quindici miliardi, chi più ne ha più ne metta. C’è chi ha parlato di vietare l’uso del denaro contante alle vecchiette al mercato, chi ha vaneggiato di strette fiscali su colf e badanti.

Nuove tasse su gasolio e benzina? Non è vero, ma intanto diciamolo, nuove tasse sulle merendine? Proposta lanciata dal ministro Lorenzo Fioramonti (nella foto) ma, come per ogni legge da approvare se ne discute, si valuta, si inserisce o si ritira. Ecco, in questo caso è stata ritirata ma ancora c’è qualcuno che la tira in ballo in tv, sui social, nelle dirette Facebook. Si dice che le bugie abbiano le gambe corte, ma quelle sulla manovra del governo giallorosso sembra che le abbiano lunghissime. Un turbinio di fake news, imprecisioni ed esagerazioni ruota intono alla prossima legge di stabilità, che è bene ricordarlo, verrà approvata presumibilmente a dicembre e che prima del varo definitivo deve essere discussa in Parlamento, con tutta una serie di correttivi ed emendamenti. Quindi, per ora, è solo un pour parler o poco più ma tanto basta per alimentare le fantasie di gufi e iettatori vari.

Orfani dello spauracchio dello spread, che in queste settimane non ha avuto particolari oscillazioni, non resta che affidarsi alle bufale più o meno costruite ad arte per creare un clima di paura intorno alla manovra che, per i detrattori, sarebbe foriera di nuove tasse, balzelli e aumenti. Aumenti in realtà scongiurati dalla sterilizzazione dell’Iva disinnescando la scomoda eredità delle clausole di salvaguardia (operazione da 23 miliardi di euro). E allora sì che sarebbero stati guai per le merendine e tutto il resto.

Ovviamente le risorse da qualche parte vanno trovare: nell’ultimo vertice di maggioranza sull’argomento è stato deciso di aumentare la tassa sui giochi, sui tabacchi e per i colossi del web digitale, sono state introdotte la cosiddetta sugar tax sulle bevande zuccherate e la plastic tax applicata agli imballaggi in plastica con un costo aggiuntivo di un euro al chilo.

Ma in compenso ci saranno meno tasse sulla casa (altra fake news che è circolata), più fondi per le famiglie (maxi fondo da 2 miliardi nel triennio che accorperà tutti i bonus destinati ai figli), una stretta più leggera sulla flat tax e non verrà toccata la cedolare secca sugli affitti a canone concordato, che ad oggi rimane al 10%. Come verrà raccontato tutto ciò? Sono molti gli artifici per manipolare una notizia e viralizzarla con l’intento di disinformare e generare reazioni negative. Non è necessario che un contenuto veicolato sia falso al 100%, per trarre in inganno basta semplicemente anche solo estrapolarne o manipolarne delle parti, con il chiaro intento di causare pamico, paura e disorientamento. Cui prodest? Non ai cittadini certamente.

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