Meglio il ritorno alle preferenze nella legge elettorale. Cirino Pomicino spiega tutti i guai del Mattarellum

di Giorgio Velardi
L'intervista

Altro che ritorno al Mattarellum. Paolo Cirino Pomicino, colonna della Dc, non ha dubbi: “Il proporzionale con le preferenze è il sistema migliore per riavvicinare cittadini e eletti”.

Eppure si dice che Renzi voglia “rispolverare” la legge con cui abbiamo votato nel 1994, ’96 e 2001. È fattibile?
Tutto si può fare, ma il Mattarellum presenta dei problemi.

Per esempio?
I collegi uninominali permettono ai partiti di calare i candidati dall’alto. In passato uno di Roma lo presentavano a Trani, un altro di Palermo in Abruzzo e così via. È un marchingegno ad uso e consumo delle correnti interne alle varie forze che però non rappresenta le realtà locali.

Che mossa è quella dell’ex sindaco di Firenze?
Lui e altri pensano che sia utile tornare al Mattarellum in nome della governabilità, ma in ventidue anni con il maggioritario abbiamo avuto quattordici governi più l’implosione dei gruppi parlamentari e dei partiti, che si sono moltiplicati.

Un bel biglietto da visita.
Non è finita. Si è aggiunto fino ad esplodere un altro fenomeno: il trasformismo parlamentare, caratteristica dello Stato liberale prefascista. Sa qual era il sistema elettorale in vigore in quel periodo?

Credo di averlo intuito…
Il maggioritario con collegi uninominali.

Qual è quindi il sistema migliore?
Il proporzionale con le preferenze: solo ridando il potere di scelta all’elettore si può davvero ridurre il trasformismo, come avveniva nella Prima Repubblica quando c’era un vero rapporto con i cittadini.

Solo questo?
Va messa inoltre una soglia di sbarramento di almeno al 4% per evitare la frantumazione dei partiti, che oggi sono diventati gruppi di potere che si mettono insieme per il tempo necessario a fare una campagna elettorale. Questa è la “strumentazione” che consente di avere una democrazia parlamentare. Se invece si vuole che sia l’elettore ad eleggere il capo del Governo la scelta da fare è quella presidenziale. Non esiste una terza via. In tutte le democrazie parlamentari è ormai morta l’idea di un Esecutivo di un solo partito, mentre si affermano sempre di più i governi di coalizione. Penso all’Austria, alla Germania, al Belgio, alla Spagna e nella scorsa legislatura finanche alla Gran Bretagna.

Da noi con l’Italicum si è ragionato al contrario.
Perseverando con il voler mettere un premio di maggioranza che trasforma una minoranza nel Paese nella maggioranza parlamentare, come avviene da ventidue anni a questa parte, si commette un grande errore.

Lei ha definito l’Italicum come una “vergogna democratica”. Perché?
Perché avrebbe trasformato la democrazia politica di questo Paese. Di fatto il presidente del Consiglio, capo di un partito, sarebbe stato eletto direttamente nel ballottaggio e si sarebbe nominato buona parte dei propri parlamentari. Peggio di così… Per concludere, alla Camera il sistema più utile per il Paese è un proporzionale con soglie e preferenze, al Senato uno con collegi uninominali non maggioritari ma proporzionali, il cosiddetto Provincellum.