Mezzo assolto e mezzo prescritto: si salva Cerroni, il re della monnezza romana. Tutti prosciolti gli imputati sotto processo per la gestione di Malagrotta

di Davide Manlio Ruffolo
Cronaca

Tutti assolti per prescrizione o perché il fatto non sussiste. Con questo verdetto si conclude il lungo processo iniziato nel lontano giugno del 2014 e che ha visto imputate sei persone, tra cui il patron di Malagrotta Manlio Cerroni, a cui la Procura di Roma contestava numerosi reati tra cui quello di aver fatto parte di un’associazione a delinquere finalizzata al traffico illecito di rifiuti. La sentenza pronunciata dal presidente del collegio della I sezione penale del Tribunale di Roma, presieduto da Giuseppe Mezzofiore, è arrivata dopo otto ore di camera di consiglio al termine delle quali i giudici hanno respinto completamente le richieste del pubblico ministero Alberto Galanti. Il magistrato di piazzale Clodio, infatti, nel lontano mese di marzo aveva chiesto pesanti condanne per gli imputati: 6 anni per Manlio Cerroni, 5 anni per Bruno Landi e Francesco Rando, 4 anni per Giuseppe Sicignano, 2 anni per Luca Fegatelli, e 2 anni per Raniero De Filippis.