M5S all’ultimo stadio (di Roma). La Lombardi attacca la Raggi. E Grillo difende la sindaca: “I parlamentari pensino al loro lavoro”

dalla Redazione
Politica
Lombardi

Un nuovo, durissimo scontro all’interno del Movimento 5 Stelle. E il pomo della discordia è ancora lo stadio della Roma. Ad alzare i toni è stata, per prima, Roberta Lombardi, con un post su Facebookn esplicitamente contro l’apertura del Campidoglio alla realizzazione del progetto di Parnasi.

“Questa è Roma e io non ci sto a vederla martoriata per soddisfare la volontà di qualche imprenditore. Bisogna annullare subito la delibera che stabilisce la pubblica utilità. Mi auguro che l’amministrazione capitolina faccia la scelta giusta e chieda al proponente di avanzare dunque un nuovo progetto che rispetti la legge e la Capitale”. Con questo post su Facebook la deputata romana del M5s Roberta Lombardi. L’uscita dell’esponente della linea ortodossa a Cinque stelle arriva nella giornata in cui, alle 16 in Campidoglio, è annunciato un sit-in di sostegno alla sindaca Raggi con lo slogan “Virginia non sei sola”. Ma a replicare, a distanza, è stato direttamente Beppe Grillo con un post sul blog: “Sullo stadio della Roma decidono la giunta e i consiglieri. I parlamentari pensino al loro lavoro”. E lo stesso Grillo, ancora in convalescenza dopo un piccolo intervento subito la scorsa settimana, potrebbe anticipare a lunedì prossimo il suo ritorno a Roma per definire la questione stadio e per incontrare la sindaca Raggi nei giorni seguenti.

E su Tor di Valle, tra i Cinque stelle, parla anche Luigi Di Maio, intervistato da Radio Anch’io su Radio1: quello sullo stadio è un dibattito “surreale perché i cittadini, anche quelli romani, non capiscono perché parliamo di queste cose quando le periferie sono messe male. Anche i tifosi della Roma hanno problemi ad arrivare a fine mese. Noi non siamo mai stati favorevoli al progetto iniziale, ma ci sono delle trattative in corso per vedere se si possono mettere insieme i nostri valori e la possibilità di portare a termine il progetto” ha aggiunto il deputato.

Molto più lungo e diretto il post di Lombardi: “Un milione di metri cubi e uno stadio, un solo stadio. Grattacieli, business park, l’equivalente di oltre 200 palazzi in una zona disabitata da secoli. Sapete perché? Perché è a fortissimo rischio idrogeologico. Se non è questa una grande colata di cemento, allora cos’è?” . E ancora: “Sono sempre stata schietta e ho sempre fatto della coerenza un valore imprescindibile. Non solo in politica, ma nella vita. E anche questa volta lo dico senza mezzi termini: questo non è un progetto per la realizzazione di uno stadio, questo è un piano di speculazione immobiliare che una società statunitense vuole portare avanti ad ogni costo in deroga al nostro piano regolatore, nell’esclusivo interesse di fare profitto sulle nostre spalle. E noi non possiamo permetterlo”.

Il richiamo è al Campidoglio: “Siamo arrivati al governo della Capitale garantendo che avremmo segnato un punto di discontinuità con il passato. Questo progetto, approvato dall’ex giunta Marino, non è realizzabile. Lo dico da romanista convinta, come sanno molti di voi, ma qui dobbiamo fare tutti uno sforzo in più e capire che si sta parlando della nostra città. Dove siamo cresciuti, dove continueremo a crescere e dove cresceremo i nostri figli. Questa è Roma e io non ci sto a vederla martoriata per soddisfare la volontà di qualche imprenditore”.

Intanto sulla vicenda Tor di Valle è intervenuto anche Vittorio Sgarbi, intervistato questa mattina su Radio Cusano Campus. “Il Totti che vuole lo stadio non è uno sportivo, è un amico dei delinquenti – ha detto il critico – evidentemente, avendo il presidente della squadra che è interessato alla speculazione, lo difende. Vuoi lo stadio? Chiedi il Flaminio. Non è che una città così importante si rovina per far fare lo stadio agli americani con un’operazione speculativa che prevede due o tre grattacieli. Roma non può essere distrutta dagli speculatori, chi è d’accordo con Totti non è romanista, non è romano, ma è un barbaro. Quello è un progetto immondo, è l’azione più devastante fatta a Roma dopo il sacco di Roma. Questo è il secondo sacco di Roma. Un grande calciatore come Totti non può essere servo di un americano, dev’essere libero. La mia sfida va avanti, altrimenti chiamo l’Isis e gli faccio mettere le bombe sotto i grattacieli. Già hanno fatto saltare le torri gemelle, sarà il destino di queste due, sono un’esca per terroristi”.