Bomba nel metrò a New York, grazie mille Mister President. Torna il terrore in Usa: effetto Trump dopo l’Ok a Gerusalemme capitale

dalla Redazione
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Non solo in Medio Oriente. L’ultima trovata del presidente Donald Trump inizia a fare danni anche negli Stati Uniti. Dove oggi, un inizio di settimana come tanti si è trasformato in un lunedì di terrore. Che il governatore di New York, Andrew Cuomo, ha definito “uno dei nostri peggiori incubi”. Un attentato alla metropolitana che solo per un caso fortuito non ha fatto vittime. E il collegamento tra l’incauto riconoscimento di Gerusalemme capitale d’Israele da parte della Casa Bianca nei giorni scorsi e l’ultimo attacco contro gli Usa è presto fatto.

Torna la paura – Tutto si è consumato nelle prime ore del mattino. Intorno alle 7:20, un’esplosione in un tunnel nei pressi della fermata della metropolitana di Times Square e del terminal degli autobus di Port Authority, tra la 42esima Strada e l’ottava Avenue ha riaperto la ferita mai rimarginata dell’11 settembre. Provocando il panico per le strade della Grande Mela. L’autore dell’attacco, Akayed Ullah, 27 anni, da sette negli Stati Uniti, residente a Brooklyn e originario del Bangladesh, è ricoverato con gravi ustioni al voto e sul corpo al Bellevue Hospital Center. Stando a quanto riferito dall’Fbi, avrebbe agito per vendetta. “Hanno bombardato il mio Paese e volevo fare del male qui”, ha detto agli investigatori. Secondo i vigili del fuoco, ci sarebbero altri tre feriti, ma nessuno in condizioni preoccupanti. Ullah era da solo e trasportava l’ordigno che sarebbe parzialmente esploso in un tunnel pedonale, a due passi da Times Square. Un ordigno “rudimentale” fatto “detonare intenzionalmente”, ha spiegato il capo della Polizia di New York, James O’Neill. Le stazioni della metro sono state evacuate, così come il terminal degli autobus, il più trafficato degli Stati Uniti. Il sindaco, Bill de Blasio, ha parlato di “tentato” attacco terroristico. “Le nostre vite ruotano intorno alla metropolitana – ha spiegato il primo cittadino –. La scelta di New York ha sempre una ragione, perché siamo il faro del mondo e mostriamo che una società con persone di culture e fedi diverse può funzionare.

Silenzio e imbarazzi – Gli investigatori indagano per “attentato terroristico”. Secondo il New York Post, l’autore dell’attacco avrebbe rivelato di aver fabbricato l’ordigno nella società elettrica per cui lavora. In molti si attendevano un tweet del presidente degli Stati Uniti sull’esplosione nella Grande Mela. Invece, l’inquilino della Casa Bianca ha preferito dedicare il suo primo cinguettio mattutino al New York Times, che, a suo avviso, avrebbe scritto un articolo infondato sulle sue abitudini televisive. “Un’altra storia falsa”, ha scritto Trump. Poi, il silenzio. Un’altra trovata di dubbio gusto nel giorno della nuova emergenza terrorismo. Dettaglio che non è certo sfuggito a chi ha criticato nei giorni scorsi la sua decisione di riconoscere Gerusalemme capitale di Israele. Un annuncio seguito da violenti incidenti in Medio Oriente. E ora anche nel cortile di casa degli americani.