Non si capisce più se su vota subito o no. E per non sbagliare i ministri stanno blindando in tutta fretta i super dirigenti. In prima fila c’è Poletti

di Stefano Sansonetti
Primo piano

Non c’è niente da fare, la tentazione è irresistibile. Quando la situazione politica mostra margini di incertezza, e adesso ce ne sono a volontà, scoppia la voglia di sfruttare la situazione per accaparrarsi una poltrona. Al ministero del lavoro, guidato da Giuliano Poletti, si sta registrando qualche sommovimento. Qui ci sono ben otto direzioni generali, occupate da altrettanti dirigenti di prima fascia. Posti di prestigio e di assoluta responsabilità, contraddistinti da stipendi niente male. Ebbene, sei direttori generali su otto scadono tra qualche mese. Ma invece di aspettare il tempo necessario a capire se ci saranno elezioni anticipate, e quindi un nuovo Governo, a quanto pare la macchina amministrativa si è già messa in moto per propiziare sei conferme.

Posti – In ballo ci sono la Direzione generale politiche del personale, la Direzione generale sistemi informativi, la Direzione generale rapporti di lavoro, la Direzione generale ammortizzatori sociali, la Direzione generale politiche previdenziali e la Direzione generale per l’inclusione e le politiche sociali. Ora, sul sito internet del ministero, accanto allo spazio riservato al capo di ciascuna di queste strutture, è riportata l’espressione “in corso di attribuzione”. Eppure, come ha fatto La Notizia, se si telefona alla Direzione generale politiche del personale ci si sente rispondere “segreteria della dottoressa Stefania Cresti”. Idem alla Direzione rapporti di lavoro, dove alla cornetta ci si sente dire “segreteria del dottor Romolo De Camillis”. Così pure alla Direzione per le politiche previdenziali, dove è ancora in sella Concetta Ferrari, o alla Direzione sistemi informativi, appannaggio di Grazia Strano. Insomma, pare di capire che tutti questi direttori generali sono ancora lì, anche se sul sito il loro nome è scomparso, sostituiti come detto dalla dicitura “in corso di attribuzione”. Ma attribuzione nei confronti di chi? Le singole segreterie, sentite da La Notizia, hanno confermato che la cancellazione dei nomi dipende dal fatto che si tratta di dirigenze in scadenza. E magari alcuni nomi potrebbero non essere confermati.

Retroscena – In realtà, secondo i rumors più ricorrenti, il ministero si sarebbe attivato per confermare i sei superdirigenti, ai quali di fatto verrebbe garantita lunga vita anche nel caso in cui ci fosse un nuovo Governo prima della fine dell’anno (o uno nel 2018). Nella procedura di nomina, che culmina con un dpcm firmato dal premier (oggi Paolo Gentiloni) sono coinvolti anche la Funzione pubblica, guidata da Marianna Madia, e naturalmente il dicastero di Poletti. I più maliziosi dicono che paradossalmente così si finiscono per premiare i funzionari di un ministero che in questi anni di Governi Renzi e Gentiloni non è che abbia brillato per risultati (peraltro la disoccupazione italiana è ben più alta della media europea). Ma resta la vera domanda: non si poteva aspettare di capire se ci sarà tra poco un nuovo Governo?

Twitter: @SSansonetti