Nuovo colpo dell’antimafia al clan Spada. Sequestrati a Ostia beni per 19 milioni di euro

di Fabrizio Colarieti
Cronaca
spada ostia

La Guardia di Finanza ha inferto un nuovo colpo al clan Spada di Ostia dando esecuzione a cinque decreti di sequestro di beni emessi dalla sezione misure di prevenzione del Tribunale di Roma nei confronti di altrettanti esponenti di spicco della famiglia per un valore complessivo di quasi 19 milioni di euro.

L’operazione “Apogeo”, in corso dalle prime luci dell’alba, è l’epilogo di un’articolata indagine, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Roma e condotta dagli investigatori del Gico e del Nucleo di polizia Economico-Finanziaria delle Fiamme gialle. La Finanza ha ricostruito la carriera criminale dei vertici del clan, i quali hanno accumulato, nel tempo, un vastissimo patrimonio mobiliare e immobiliare, per un valore complessivo pari a quasi 19 milioni di euro, assolutamente sproporzionato rispetto agli irrisori redditi dichiarati.

Gli approfondimenti economico-patrimoniali condotti nei confronti del capoclan Carmine Spada, detto “Romoletto”, nonché di Ottavio Spada, Armando Spada, Roberto Spada e Claudio Galatioto, hanno preso le mosse dalle operazioni “Eclissi” e “Sub Urbe”, che delinearono i contorni degli affari del sodalizio nel territorio di Ostia, dalle estorsioni all’usura, dal traffico di droga alla fittizia intestazione di beni.

L’associazione capeggiata da “Romoletto”, ha ricostruito la Guardia di Finanza, per un lungo periodo gregaria della consorteria dei Fasciani, “ha prepotentemente affermato la propria egemonia nell’area del litorale romano” come hanno evidenziato le inchieste “Nuova Alba” e “Tramonto” che smantellarono il clan del boss Carmine Fasciani, oggi detenuto.

Dagli accertamenti delle Fiamme Gialle, che si basano anche sulle dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia, è emerso che i vertici del clan, oltre a palesare un tenore di vita del tutto incoerente rispetto alle loro capacità reddituali, hanno “inquinato” l’economia legale del litorale, “reimpiegando i profitti delle reiterate condotte illecite attraverso la costituzione, tramite compiacenti ‘prestanome’, di una serie di imprese e associazioni sportive dilettantistiche utilizzate per la gestione di palestre e scuole di danza”.

Il sequestro dei beni disposto dal Tribunale di Roma, anche a carico di persone apparentemente estranee al clan, riguarda il patrimonio aziendale e relativi beni di 18 società e 4 ditte individuali ubicate in gran parte nella zona di Ostia e a Frosinone, nonché il 40% del capitale sociale di un’ulteriore società. Le società bloccate operano nei settori della ristorazione e dell’intrattenimento, dei bar, della panificazione, del commercio all’ingrosso e al dettaglio di autovetture, dell’edilizia e della vendita di carburanti. Sequestrato anche il patrimonio aziendale e i relativi beni di 6 associazioni sportive e culturali. Nell’elenco compaiono anche 15 autoveicoli e 1 motoveicolo, rapporti bancari, postali, assicurativi e azioni.

“L’odierna operazione – riferisce il Comando generale della Guardia di Finanza – rappresenta l’ennesima testimonianza della costante ed efficace opera svolta dalla Direzione Distrettuale Antimafia e dalla Guardia di Finanza di Roma ai fini dell’aggressione ai patrimoni illecitamente accumulati da soggetti “socialmente pericolosi”.

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