Nuovo feeling tra Cinque Stelle e Lega. Diversi dai vecchi poltronisti. Il sottosegretario Fantinati (M5S) parla di fase nuova: “Eravamo sicuri che Matteo fosse leale al contratto”

di Giorgio Iusti
L'intervista

La rapida soluzione del caso Rixi era nell’aria, ma fino a ieri mattina non era del tutto scontata. Almeno non appariva così facile. Tanto che diversi esponenti del M5S, dopo le prime notizie sulla condanna, si sono affrettati a chiedere le dimissioni del viceministro. Proprio quest’ultimo e più di lui Matteo Salvini hanno però spiazzato tutti, con una rapidissima uscita dal Governo dell’esponente del Carroccio ritenuto responsabile di peculato e falso. Una mossa che non sembra aver sorpreso più di tanto l’onorevole pentastellato Mattia Fantinati, sottosegretario alla pubblica amministrazione.

Onorevole Fantinati, dopo la condanna il vice ministro Rixi ha subito rassegnato le dimissioni e il vicepremier Salvini le ha accettate immediatamente nonostante in campagna elettorale avesse assicurato che quell’incarico, qualsiasi cosa avesse deciso il Tribunale, non era in discussione. Ve lo aspettavate?
Eravamo fiduciosi perché in campagna elettorale si dice sempre tutto e il contrario di tutto. Eravamo sicuri che Salvini fosse leale a quanto scritto nel contratto di Governo. Insieme abbiamo messo per iscritto le cose che per noi erano importanti. E fra queste c’erano anche la moralità. Il governo del cambiamento deve essere al di sopra di ogni ombra. Abbiamo, dunque, accolto con piacere che Salvini abbia accettato le dimissioni di Rixi, che sono un gesto serio e responsabile. Tutto questo dimostra che c’è la piena volontà da parte di tutti i contraenti del governo di continuare ad andare avanti per il bene del Paese.

Ritiene che sia stato un errore aver assegnato incarichi di Governo a chi era coinvolto in particolari indagini e processi?
La scelta immagino che provenisse dalla Lega. Ma la verità è che noi non siamo giustizialisti. Noi crediamo che la politica abbia una sua autonomia. Ovviamente una volta che arriva una condanna, o come nel caso di Siri, quando veniamo a conoscenza di intercettazioni molto preoccupanti, bisogna fare un passo indietro. Auguro personalmente sia a Siri che a Rixi di risolvere tutti i loro problemi. Ma il Governo deve andare avanti senza dare adito a dubbi. Siamo il Governo del cambiamento, non la vecchia casta di poltronisti condannati.

Quanto accaduto mostra un legame ormai stabile tra il Movimento5Stelle e la Lega. Vede altri ostacoli all’esecuzione del contratto?
Noi siamo forze diverse, ma abbiamo a cuore un progetto di paese che abbiamo messo nero su bianco nel contratto di Governo. Non era scontato fare il Governo con la Lega, ma abbiamo ritenuto che fosse giusto dare all’Italia un governo. E con la Lega siamo riusciti a negoziare delle posizioni comuni. Sono personalmente soddisfatto del contratto di Governo, ma non lo reputo un molok. Tutto si può migliorare. Il caso Rixi dimostra che la Lega è leale, seria e responsabile. Andiamo avanti lasciandoci alle spalle i litigi da campagna elettorale.

Anche sul Tav?
Sul Tav, purtroppo, è prevalsa la narrazione che noi eravamo contro lo sviluppo e le grandi opere. Per questo al Nord i ceti medi ci hanno girato le spalle. Questo non è vero. Dobbiamo far capire che non siamo il Movimento dei no, ma dei tanti sì all’economia circolare e allo sviluppo sostenibile. Noi non avversiamo il Tav in generale, ma quel progetto Torino-Lione. Nel contratto di Governo la Lega si è dichiarata disponibile a ridiscutere questo progetto. Non accettiamo diktat e siamo pronti a ridiscuterlo. Sono fiducioso che anche su questa questione troveremo la quadra. Non credo che Salvini voglia sprecare i soldi dei contribuenti. Sia noi che la Lega puntiamo a costruire grandi opere che veramente servono al Paese.

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