Orlando parla di Bolzaneto e solo ora si ricorda del vuoto legislativo italiano. Ma sulla tortura siamo già al ridicolo

di Giorgio Velardi
Editoriale

Da quando si è candidato alla segreteria del Pd il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, è diventato stranamente loquace. Parla di tutto, persino della fidanzata che tanto vorrebbe ma che purtroppo non ha.

Ieri il Guardasigilli è intervenuto per commentare la decisione dell’Italia di patteggiare un risarcimento con 6 persone che le avevano fatto causa alla Corte europea dei diritti dell’uomo per le violenze subite durante il G8 di Genova nella caserma Bolzaneto. “Credo che adesso non approvare la legge che introduce il reato di tortura sarebbe una contraddizione che renderebbe addirittura ridicola la posizione dello Stato italiano”, ha spiegato Orlando. Tutto molto interessante. Se non fosse che al ridicolo ci siamo già, visto che il provvedimento si è arenato al Senato dopo il via libera della Camera ad aprile 2015. Di più: l’Italia ha ratificato la convenzione Onu contro la tortura a fine Anni ‘80, ma non si è mai dotata di una legge.

Una chiara mancanza di volontà politica. Resa ancora più evidente da tre Governi che dal 2013 a oggi hanno usato 82 volte la fiducia per blindare pure la legge elettorale. Ma per la tortura neanche a parlarne.

Tw: @GiorgioVelardi

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