Padre-figlia, una storia infinita. Barbara Altissimo porta in scena a Roma “Neverending”. Un viaggio tra dolore del distacco e senso della vita

di Sergio Patti
Spettacolo

La morte di un genitore, uno dei grandi appuntamenti della vita, qualcosa che incombe, sospeso sopra di noi, con una temporalità che non conosciamo, è il territorio doloroso e imprevedibile che esplora Barbara Altissimo in un Neverending, uno spettacolo teatrale che ha già riscosso molto successo a Milano e adesso arriva a Roma, in un’unica serata, martedì 29 gennaio all’Off/Off Theatre di via Giulia 19. Un solo animato da musica dal vivo, che racconta il distacco fisico ed emotivo da un genitore, fa riflettere sul dolore che ne scaturisce e sul bisogno di lasciare andare ciò che non è più, per ricominciare.

Il distacco di cui parla la Altissimo non è uno qualunque, ma è quello da suo padre, che per di più non è stato un uomo qualunque ma un importantissimo protagonista della vita politica nazionale: l’ex leader dei liberali e più volte ministro Renato Altissimo. Da qui viene fuori una partitura scenica che raccoglie pensieri, riflessioni e ricordi in un’atmosfera ovattata, sospesa ed onirica. Una storia universale che appartiene a tutti, ma che in questo caso si colora di particolari sfumature: come si vive all’ombra di un padre importante? cosa significa essere stata e continuare ad essere la figlia di Renato Altissimo? Fin dall’infanzia un faro addosso, la politica in casa, i gossip, tangentopoli, i processi… ecco allora Neverending: il lungo cammino di una figlia, partendo da lontano, per arrivare proprio li, in quell’attimo di dolore assoluto… e trovare un senso, un dopo.

Diplomata all’American Musical and Dramatic Academy, Barbara Altissimo è performer, regista e coreografa, formatrice e studiosa del movimento emotivo e corporeo. Nel corso della sua carriera ha lavorato con i grandi nomi del teatro, ma anche con gli amatori, una dialettica che è parte integrante del suo linguaggio. Nel 1998 a Torino ha fondato l’associazione Liberamenteunico con la quale, a partire dal 2011, ha iniziato un percorso teatrale di carattere più sociale, dove per sociale si intende un lavoro sull’unicità dell’individuo, anche e soprattutto nel disagio. Oggi l’associazione ha all’attivo 15 produzioni teatrali e progetto importanti come POLVERE, una serie di spettacoli realizzati con gli anziani ospiti dell’Istituto Cottolengo di Torino e il progetto “In Verdis” con giovani provenienti da sacche di disagio diverse.