Nel Pd è litigio continuo. Sulla legge elettorale il renziano Richetti rilancia l’Italicum corretto, ma da Orlando arriva lo stop: “Provocazione”

dalla Redazione
Politica

Alla fine è toccato a Matteo Richetti, portavoce della mozione Renzi al congresso del Pd, svelare le intenzioni dell’ex presidente del Consiglio: come legge elettorale va bene l’Italicum corretto dalla Consulta. E per renderlo esecutivo basta estendere l’attuale sistema della Camera al Senato. “Lavoreremo per una legge elettorale che ci dia un vincitore, o il Mattarellum o l’Italicum esteso al Senato. Vogliamo costruire un nuovo centrosinistra in grado di vincere da solo”, ha affermato Richetti in un’intervista a La Stampa, in cui ha respinto l’ipotesi di larghe intese per governare.

Sulla possibilità di conquistare il 40%, necessario a ottenere il premio di maggioranza, il deputato dem ha spiegato: “Con un sistema proporzionale come quello delle europee, meno di tre anni fa, e con lo stesso quadro tripolare, il Pd ha preso il 40%. Non mi nascondo che da allora è cambiato il mondo, e gli errori che abbiamo commesso”.

Ma la proposta renziana è stata stoppata dai sostenitori di Andrea Orlando. “Matteo Richetti ha almeno un merito: leggendolo appare in modo trasparente quale sia l’idea sulla legge elettorale dell’attuale maggioranza del Pd”, ha commentato il senatore del Pd, Vannino Chiti. “Si mettono sullo stesso piano il Mattarellum e l’Italicum, da estendere anche al Senato, ma in realtà si sceglie quest’ultimo: tutti i parlamentari del Pd sono da sempre favorevoli al Mattarellum ma è sotto gli occhi di tutti che al Senato non esistono i numeri per approvarlo”, ha concluso l’esponente dem.

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