Per combattere la crisi l’Italia compra i carri armati. La Difesa regala blindati. Ma a pagare è lo Sviluppo Economico

Anno nuovo, vita nuova. E, soprattutto, carri armati nuovi per la nostra Difesa. Proprio a fine anno (e proprio sotto le feste), infatti, il ministero di Roberta Pinotti ha deciso di regalare al nostro esercito carri armati nuovi di zecca. I cosiddetti blindati Freccia 8×8. A dirlo è l’atto del governo sottoposto a parere parlamentare che presenta, peraltro, una stranezza ulteriore, dato che il documento, nonostante l’atto stesso sia stato presentato in Aula il 16 dicembre, non è disponibile nella banca dati della Camera. Un particolare non da poco vista la trasparenza su cui tanto ha insistito il governo di Renzi. Ovviamente LaNotizia ha contattato la Difesa che ha scaricato ogni responsabilità su Montecitorio. Peccato, però, che non sia stato possibile parlare nemmeno con i tecnici addetti alla gestione della banca dati della Camera. Tutti in vacanza, ovviamente.

SOLDI E FOLLIE
Il documento di spesa, dunque, non è consultabile (nonostante sia stato annunciato già due settimane fa ormai e nonostante il lavoro nelle Commissioni sia già cominciato). Per avere un quadro chiaro della questione, però, basta prendere in mano il bilancio di previsione del ministero della Difesa per il 2014. Da qui emerge che proprio per l’anno che va volgendo al termine è stata preventivata una spesa di ben 261 milioni di euro. Proprio per la realizzazione dei 381 Freccia. Ma attenzione. Le particolarità non finiscono qui. Già, perché è già in piedi un programma pluriennale dal 2013 (e scadenza al 2016) per dotare il nostro esercito di 249 Freccia per il quale quest’anno abbiamo speso 50 milioni di euro. Insomma, il colmo: in corso da quest’anno ci sono due programmi che si sovrappongono, entrambi finalizzati alla dotazione di nuovi blindati. Il primo, come detto, scadrà nel 2016; il secondo nel 2024. Per un totale, considerando entrambi i lotti, di 630 carri armati.

CHI PAGA?
Finita qui? Certo che no. Le spese, come detto, si inseriscono in due programmi pluriennali. Il primo (2013-2016) costerà alle casse 1,540 miliardi di euro. Il secondo (2014-2024) 2,650. Giusto per non farci mancare niente. Ma ecco allora la domanda: il governo non aveva invece detto che le spese della Difesa erano diminuite? Peccato che dietro ci sia il trucco. A sorprendere infatti non è solo il numero dei blindati, non sono solo i due programmi che si sovrappongono, non è solo la mancanza di trasparenza nonostante parliamo di veri e propri “veicoli da combattimento”, come si legge nella scheda tecnica dell’esercito. C’è anche dell’altro. A leggere il bilancio 2014 relativo ai Freccia, infatti, ecco che emerge che i blindati graveranno solo in minima parte sul ministero della Difesa: per 38 milioni di euro sui 261 complessivi. E il resto allora? I restanti 223 milioni di euro saranno sottratti dalle casse del ministero dello Sviluppo Economico di Federica Guidi. Le spese, dunque, non sono affatto diminuite. Semplicemente non risultano. E il gioco è fatto.

Twitter: CarmineGazzanni