Privacy? In Rete siamo tutti spiati. Il Garante lancia l’allarme pedopornografia. Ma le violazioni dilaganti riguardano anche il telemarketing selvaggio e gli attacchi informatici alle aziende

di Nello Mucci
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Tante potenzialità, ma altrettanti rischi. Il mondo virtuale ha sì cambiato le nostre vite offrendo notevoli possibilità di crescita, ma ha anche moltiplicato i rischi che possiamo correre navigando in Rete. Con la privacy sottoposta a continui rischi di violazione. A rilanciare l’allarme ci ha pensato Antonello Soro, presidente dell’autorità garante per i dati personali: “Il passaggio all’Internet delle cose ha digitalizzato ogni aspetto della vita quotidiana”, ha spiegato Soro, “moltiplicando esponenzialmente il volume dei dati trattati non sempre con adeguate garanzie, come dimostrano i tanti attacchi dei quali sono vittime imprese e amministrazioni anche italiane”.

Il rapporto – L’annuale relazione riferita all’anno 2016, presentata nella giornata di ieri a Montecitorio, è un vero e proprio avvertimento, oltre a un j’accuse nei confronti delle grandi aziende che controllano il web. “Attenzione ai tanti grandi fratelli che governano la rete”, ha detto Soro, “Un numero esiguo di aziende, i monopolisti del web, possiede un patrimonio di conoscenza gigantesco e dispone di tutti i mezzi per indirizzare la propria influenza verso ciascuno di noi, con la conseguenza che un numero sempre più grande di persone, tendenzialmente l’umanità intera, potrà subire condizionamenti decisivi”. La relazione ha evidenziato che nel corso dello scorso anno il Garante della privacy ha trattato a fondo la questione della protezione dei dati online, a partire dai grandi motori di ricerca e i social network. I risultati evidenziano che Google ha seguito il protocollo sottoscritto con il Garante per trattare i dati degli utenti secondo normativa italiana, mentre a Facebook è stato imposto di bloccare i profili falsi.

Piccoli a rischio – Una delle maggiori preoccupazioni è legata alle possibilità offerte dalla Rete ai pedofili. Dati alla mano risulta che la pedopornografia attraverso Internet e particolarmente nel dark web ha subito una crescita vertiginosa. Nella relazione 2016 è stato evidenziato che nel 2016 sono state censite due milioni di immagini, poco meno del doppio rispetto al 2015. E su questo punto Soro è andato dritto a puntare il dito contro i responsabili: “Fonte involontaria sono i social network in cui genitori postano le immagini dei figli”. Un fenomeno fuori controllo causato da quella irresistibile voglia di apparire sempre e comunque. Dati allarmanti anche dalla cybersecurity, nel 2016 ci sono state segnalazioni per la violazione dei dati personali da parte di 15 soggetti pubblici e 43 importanti fornitori di servizi di comunicazione elettronica. Un dato su tutti, inoltre, sono i nove miliardi di euro di danni alle imprese italiane causati da attacchi informatici. Con solo il 20% delle aziende disposto ad investire sulla prevenzione. Altro fenomeno correlato alla violazione della privacy riguarda il telemarketing selvaggio, ovvero tutte le operazioni senza consenso fatte a telefono. Tanti, quindi, i fronti aperti in un settore, quello della tutela e regolamentazione della privacy, in continua evoluzione. Come testimoniano anche i controlli che hanno portato a un aumento del 38% delle violazioni amministrative contestate. Proprio per questo l’attenzione non può calare.