Prosegue l’avanzata turca in Siria. Erdogan minaccia l’Ue: “Se ci ostacolerete apriremo i nostri confini e invieremo 3,6 milioni di rifugiati in Europa”

di Paolo Garante
Mondo

“Non accetteremo che nessuno venga danneggiato dall’operazione Peace Spring, in particolare i civili”. E’ quanto ha detto il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, affermando che le porte sono aperte a chiunque lasci le organizzazioni terroriste PYD/PKK, agisca per proteggere le proprie case, l’onore, che sia arabo, curdo o altro. Erdogan ha poi attaccato l’Ue, dicendo che ha bloccato l’adesione della Turchia dal 1963. Ha anche aggiunto che l’Ue non ha pagato i 3 miliardi promessi, mentre la Turchia ha speso 40 miliardi senza ottenere nulla dall’Europa. Quindi, ha annunciato, se l’Europa “prova a definire la nostra operazione come una spinta all’occupazione, apriremo i nostri confini e invieremo 3,6 milioni di rifugiati in Europa”.

Minacce che giungono mentre prosegue l’avanzata delle forze militari turche in Siria, dopo i bombardamenti di ieri al confine. “I militari turchi hanno preso il controllo di obiettivi specifici nella Siria settentrionale e l’Operazione Peace Spring sta procedendo con successo come previsto” ha riferito il ministero della Difesa turco. L’esercito turco ha aperto il fuoco su circa 181 obiettivi delle Unità di protezione popolare (YPG) nel nord della Siria, mentre i commando che partecipavano all’operazione turca hanno iniziato ad avanzare a est dell’Eufrate. A meno di 24 ore dall’inizio dell’operazione, ha riferito in mattinata lo stesso Erdogan, “109 terroristi sono stati uccisi”. Fonti militari di Ankara hanno riferito, inoltre, che “due villaggi sono stati liberati dai terroristi a ovest di Tal Abyad”.

Secondo l’Osservatorio siriano per i Diritti umani sono già più di 60mila gli sfollati causati, in meno di un giorno, dall’offensiva turca. Secondo l’ong migliaia di residenti dalle zone di confine di Ras al-Ain, Tel Abyad e Derbasiyeh hanno abbandonato le loro case e dirigersi verso Est.

“Seguo con profonda preoccupazione – ha scritto detto questa mattina il premier Giuseppe Conte – gli ultimi sviluppi nel nordest della Siria. Facciamo appello alla Turchia perché cessi immediatamente la sua iniziativa militare unilaterale che possa mettere in pericolo la stabilità regionale e indebolire la lotta contro Daesh. Dobbiamo evitare ogni ulteriore sofferenza alla popolazione”. Minaccia ritorsioni, invece, il presidente americano Donald Trump: “Seguo la situazione da vicino. E se non agirà secondo le regole la Turchia sarà colpita molto duramente finanziariamente e con delle sanzioni”.

L’Ambasciata d’Italia ad Ankara ha diffuso un avviso di sicurezza per gli italiani che si trovano in Turchia raccomandando ai connazionali “di evitare di recarsi nelle aree a ridosso del confine con la Siria (in particolar modo nelle province di Sanliurfa e Mardin)”. “Il confine di terra – si legge nell’avviso diffuso dalla nostre sede diplomatica – è tuttora chiuso al transito e militarmente presidiato, l’area è sottoposta a frequenti controlli e ogni comportamento sospetto (tentativo di attraversamento, riprese audio/video di zone o installazioni militari, o anche solo il fatto di trovarsi in prossimita’ del confine senza apposite autorizzazioni o documenti validi), oltre a rappresentare un significativo rischio per la propria incolumità personale, può portare al fermo e all’espulsione dal Paese”.

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