Regionali già archiviate. Il governo si ricompatta sulla manovra. Dal Welfare alla famiglia. Piena intesa politica

di Raffaella Malito
Politica

Quasi a voler esorcizzare la sconfitta elettorale in Umbria il governo si rimbocca le maniche e a testa bassa riprende a lavorare. Si riparte con una serie di vertici di maggioranza su riforme e manovra. Al tavolo siedono tutte le forze alleate che sostengono il Conte bis: M5S, Pd, Italia viva e LeU. E tutti i partecipanti ai vari incontri che si sono tenuti dal mattino giurano che il clima è positivo e costruttivo.

MISURE SOCIALI. Così al tavolo sulle riforme, così al vertice del pomeriggio sulla manovra, preceduto da una riunione di maggioranza sul “pacchetto famiglia” con i ministri del Lavoro, Nunzia Catalfo, e della Famiglia, Elena Bonetti, e il viceministro dell’Economia, Laura Castelli. Al termine del vertice del pomeriggio convocato per concordare gli ultimi dettagli del disegno di legge di Bilancio una nota di Palazzo Chigi parla di “piena intesa politica per confermare tutte le misure di sostegno per la modernizzazione del Paese, per favorire la digitalizzazione e la svolta green, per sostenere le famiglie e il welfare, per rafforzare la crescita delle imprese, per sostenere gli investimenti e semplificare la fiscalità degli enti locali”.

Il governo si è aggiornato a oggi per l’approvazione finale e per concordare l’invio del testo al Parlamento. “Non abbiamo parlato dell’Umbria”, dichiara Luigi Marattin di Italia viva. Che assicura “stavolta il clima era ottimo”. “Andiamo avanti determinati, con più coesione”, dice Loredana De Petris, capogruppo di LeU al Senato. A giustificare l’ottimismo l’accordo raggiunto sulla cedolare secca sugli affitti a canone calmierato: non ci sarà nessun aumento, resta ferma al 10% in maniera permanente. Le coperture dovrebbero arrivare dal settore dei giochi, probabilmente dall’aumento della tassa sulla fortuna. Gioiscono tutti.

“La questione sociale è al centro del nostro progetto di governo”, dice il ministro Roberto Speranza. “L’Italia cresce con più giustizia sociale”, esulta il segretario dem Nicola Zingaretti. “L’Italia non ha bisogno di più tasse”, afferma Marattin che però non molla su Quota 100: “Per noi va abolita”. “Si sta lavorando per una manovra più equa possibile”, afferma Agostino Santillo, capogruppo M5s in commissione Lavori pubblici al Senato. E nessun aumento anche sulle sigarette elettroniche. Al momento invece rimangono la tassa sulla plastica e la sugar tax, contro cui tuona Matteo Renzi da New York. Confermati i fondi per la famiglia (600 milioni) con l’obiettivo di arrivare all’assegno unico e per il taglio del cuneo fiscale (3 miliardi per il 2020). Per finanziare Industria 4.0 ci sono 140 milioni di euro. Dentro il pacchetto enti locali l’accorpamento Imu-Tasi nella local tax. Aumenta il prezzo delle sigarette, ma non di quelle elettroniche.

PARTITE IVA. E il viceministro Castelli assicura: “Siamo a lavoro per individuare i 100 milioni necessari per confermare il regime agevolato per le partite Iva fino a 65.000 euro, eliminando tutti i vincoli”. Del resto tanto il numero uno del Pd quanto il capo politico dei M5S, hanno chiesto uno sforzo in più da parte del governo sui contenuti. “Potremmo essere tentati dal voto ma diciamo no. Prima l’Italia, ma la maggioranza e il governo devono cambiare passo”, ha spiegato Zingaretti lanciando una sorta di early warning ai suoi alleati. “Serve una spinta maggiore nelle risposte da dare al Paese”, è stato il messaggio in bottiglia di Luigi Di Maio.

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