Regionali Umbria, aut aut M5S al Pd. Intesa sulla Proietti o salta tutto. I grillini accelerano sulla sindaca civica di Assisi. Ma i dubbi degli alleati fanno impantanare la trattativa

di Raffaella Malito
Politica

Si complica il dossier umbro nel segno di quel patto civico a cui stanno lavorando M5S e Pd. L’Umbria andrà al voto il 27 ottobre e si tratta del primo appuntamento elettorale dopo la formazione del governo giallorosso. Un test importante per verificare il gradimento dell’unione grillini-dem e che potrebbe preludere ad altre alleanze giallorosse nelle Regioni chiamate al voto nei prossimi mesi: dall’Emilia Romagna alla Calabria. La trattativa tra i due alleati sulla scelta del nome che sfiderà il candidato del centrodestra (la senatrice Donatella Tesei) sembra essersi impantanata. Anche se non si esclude un accordo a breve, ieri si è registrato un irrigidimento delle posizioni.

“Abbiamo individuato due profili di alto livello che rappresentano al meglio la società civile. Sosterremo una delle due insieme a delle liste civiche anche se il Pd deciderà di non far parte del patto civico per l’Umbria’’: così fonti M5S lanciavano in mattinata ai dem una sorta di aut aut. I profili farebbero capo alla sindaca di Assisi, Stefania Proietti, e alla presidente di Terna, Catia Bastioli. Ma la seconda si è sfilata dalla partita. Rimarrebbe in ballo solo la Proietti su cui si spende il deputato M5S eletto nella circoscrizione umbra Filippo Gallinella: “è lei da sostenere con o senza Pd”.

Ma sul suo nome arriva il no del Nazareno. “Non è un problema di persone, ma i sindaci che guidano le città non possono lasciare le stesse senza guida anni prima della fine del mandato”, osserva Valeria Cardinali, dirigente umbra del Pd e della Direzione nazionale del partito. Finora, spiega il Nazareno, solo Brunello Cucinelli (l’imprenditore che Luigi Di Maio ha tentato senza successo di coinvolgere) e Bastioli potevano convincere il Pd a fare un passo indietro sul proprio candidato Andrea Fora. Eppure i dem continuano a manifestare ottimismo: “Sono fiducioso che al più presto si possano trovare convergenze anche su figure unificanti e autorevoli”, scommette il commissario umbro del Pd Walter Verini.

I pentastellati chiedono un esponente della società civile, totalmente a-partitico. Sul nome di Fora, ex presidente di Confcooperative Umbria e considerato vicino al mondo cattolico e sociale, continuano a nutrire dubbi perché ritenuto troppo identificabile con i dem. A irrigidire i 5 Stelle ha contribuito lo sgambetto dell’altro giorno alla Camera da parte di un gruppo di franchi tiratori che hanno affossato la maggioranza che si era dichiarata favorevole all’arresto del deputato azzurro Diego Sozzani, accusato di corruzione e finanziamento illecito. I sospetti dei grillini sono caduti su renziani e dem.

Ugualmente non è andata giù ai pentastellati la facilità con cui il Pd ha imbarcato Beatrice Lorenzin, che ha deciso di lasciare il Misto. “Sono molto contento, rappresenta culture politiche moderate e riformiste”, ha commentato il segretario Nicola Zingaretti. Eppure l’ex ministro della Salute è una maestra nel cambio di casacche. Cresciuta all’ombra di Berlusconi, da Forza Italia è passata al Nuovo centrodestra di Alfano per avvicinarsi infine al centrosinistra, conquistandosi la poltrona di ministro dei governi Letta, Renzi e Gentiloni. Chissà cosa ne penseranno gli iscritti M5S. Ieri quelli residenti in Umbria hanno votato per scegliere i candidati che formeranno la lista per la Regione Umbria. Oggi voteranno sul patto civico per la stessa Regione e dare il via libera a un candidato presidente civico “con il sostegno di altre forze politiche”. Come il Pd, appunto. Un candidato, si sottolinea, “fuori dalle appartenenze politiche”.

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