Le richieste dell’Ue incompatibili con la crescita. Conte difende la manovra: “In caso di infrazione chiederemo tempi lunghi”. E annuncia investimenti per 36 miliardi

dalla Redazione
Politica

“Nel caso in cui l’Ecofin dovesse decidere di aderire alla raccomandazione della Commissione, chiederemo tempi di attuazione molto distesi”. E’ quanto ha detto il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, nell’informativa alla Camera sulla legge di stabilità. “Questo tempo – ha aggiunto il premier – ci servirà per consentire alla manovra economica di produrre i suoi effetti sulla crescita e, grazie a questo, di ridurre il debito pubblico”.

L’Italia, ha spiegato Conte, non ha accolto le raccomandazioni dell’Econfin in materia di aggiustamento strutturale “perché non compatibili con lo stato congiunturale della nostra economia e con il nostro disegno di politica economica, più orientato alla crescita che non all’austerità”. “Poiché la divergenza con le raccomandazioni dell’Ecofin riguarda la previsione dei numeri di finanza pubblica – ha aggiunto il presidente del Consiglio -, in particolare il deficit e debito per il triennio, confidiamo che le argomentazioni che forniremo saranno oggetto di attenta valutazione da parte dei membri dell’Ecofin”.

L’opinione espressa dalla Commissione, ha detto ancora Conte nel corso del suo intervento nell’Aula di Montecitorio, “è un giudizio sulla conformità del Documento Programmatico di Bilancio al braccio preventivo del patto di stabilità e crescita” che prevede “che un Paese con rapporto tra debito e PIL superiore al 60% debba migliorare il saldo strutturale di una percentuale superiore allo 0,5% del PIL, quando l’economia è in condizioni cicliche normali”. “Pertanto – ha aggiunto -, la piena conformità avrebbe richiesto all’Italia un aggiustamento dello 0,6% del PIL del suo saldo strutturale”. L’Italia, ha aggiunto, ribadirà all’Unione europea di aver “già previsto strumenti di stretto monitoraggio, con cadenza infrannuale, della spesa, allo scopo di garantire il rispetto assoluto del rapporto deficit/PIL nel 2019”.

Il presidente del Consiglio ha poi ricordato gli investimenti che il Governo sta per adottare in via definitiva attraverso il decreto che ripartirà risorse “pari ad un ammontare di circa 36 miliardi, del Fondo per gli investimenti e lo sviluppo infrastrutturale del Paese”. Il Governo, ha detto ancora il premier, ha accolto “con molto favore” le raccomandazioni europee “in tema di politiche attive del lavoro, puntando in concreto alla modernizzazione dei centri per l’impiego, cardine di ogni credibile strategia per il reinserimento delle persone nel circuito produttivo, cui abbiamo destinato risorse per un miliardo di euro nel 2019”.

Conte, parlando ancora di investimenti, ha aggiunto che il Governo è al lavoro sul decreto di ripartizione dei fondi stanziati per il 2019 che darà priorità “a quei progetti che sono fermi esclusivamente per mancanza di fondi”. “Sono sufficienti – ha aggiunto il premier – poco più di 900 milioni per garantire la messa in opera di infrastrutture del valore di quasi 2 miliardi di euro. L’effetto sull’economia di questi interventi sarebbe immediato. Tra questi interventi, assumono una priorità assoluta quelli contro il dissesto idrogeologico. Le spese per questi interventi dovranno essere considerate nel quadro delle regole di flessibilità, già previste dalla normativa europea”.

In materia di semplificazione, il presidente del Consiglio ha detto che è intenzione del Governo “anticipare in un prossimo decreto legge alcuni dei più urgenti interventi di semplificazione, in particolare in materia di lavoro, sviluppo economico e salute”.