Salvini guarda Zalone, Report sbanca col Rubligate. In oltre due milioni fissi su Rai3 per il debutto della trasmissione dedicata ai rapporti tra Lega e Russia

di Laura Tecce
Politica

Prova a minimizzare Matteo Salvini e, tra lo sferzante e il seccato, replica di aver visto in tv un film di Checco Zalone su Canale 5 mentre a Report, su Rai Tre, andava in onda una puntata dedicata alla presunta trattativa portata avanti da Gianluca Savoini – suo ex portavoce– all’hotel Metropol di Mosca per ottenere fondi dalla Russia da versare alla Lega. Ma se il Capitano ha preferito dilettarsi con Che bella giornata del comico pugliese, 2.153.000 italiani si sono incollati lunedì sera davanti alla tv sintonizzandosi sulla terza rete del servizio pubblico per l’esordio stagionale della trasmissione condotta da Sigfrido Ranucci che, non solo si è piazzata al terzo posto sul podio dei programmi più visti in prime time ottenendo uno share medio del 9,1% (con picchi dell’11% e 2,6 milioni di spettatori), ma rappresenta addirittura, al momento, il record personale del giornalista che ha sostituito Milena Gabanelli.

L’esordio della scorsa stagione segnò infatti un risultato pari all’8% con 1.971.000 telespettatori. Ottimi risultati anche sul fronte delle interazioni sui social network, tanto care a Salvini e al suo spin doctor e inventore della portentosa macchina da guerra leghista – la famigerata BestiaLuca Morisi: Report è risultato, al netto degli eventi sportivi, il più commentato della serata sul web con 49mila interazioni. Fra i commenti più duri quello del segretario dem Nicola Zingaretti: “Dall’inchiesta di #reportrai3 – scrive su Twitter – una ricostruzione accurata e ben fatta da cui scaturiscono molti interrogativi sulla Lega. Notizie inquietanti per la tenuta della democrazia italiana. Chi deve indagare indaghi per fare piena luce su tutta la vicenda”.

Sulla stessa lunghezza d’onda i tweet di Paolo Gentiloni e Enrico Letta che concordano sul fatto che dopo le ricostruzioni dell’inchiesta giornalistica non possa “non succedere nulla”. Il primo, fresco di designazione a commissario Ue per gli Affari economici, esprime così la sua soddisfazione: “Una bella inchiesta giornalistica fa anche ottimi ascolti. Ignorarla sarà difficile #ServizioPubblico #Russiagate @reportrai3”, gli fa eco l’ex premier e compagno di partito, che scrive entusiasta: “Dopo la puntata di ieri di #reportrai3 di #Ranucci su #Salvini e la #pistarussa non può non succedere nulla. Non può tutto continuare come prima. Non può. No, #nonpuò”.

Fermo restando che le inchieste le conduce la magistratura e che la trattativa sia tutta da verificare, Report più che svelare particolari sulla “pista russa” e sui presunti fondi, ricostruisce i rapporti ventennali fra Salvini e Savoini, con un’intervista all’ex direttore della Padania, dove entrambe lavoravano come giornalisti, Luigi Moncalvo che arriva definire il segretario della Lega come “una creatura” di Savoini, sottolineandone la “grande comolicitò” già all’epoca. Con i servizi e le interviste degli inviati, la trasmissione mette poi insieme pezzi di un puzzle più ampio, che vanno dai contatti di Savoini e del mondo leghista con il miliardario oligarga russo Konstantin Malofeev, grande sostenitore di Vladimir Putin e finanziatore dei Forum della Famiglia allo stratega Steve Bannon, passando per i circoli neo fascisti come il gruppo Orion di Maurizio Murelli.

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