ScoRaggio Capitale. Sulle polizze amorose di Romeo, la sindaca nega tutto e non si dimette. Ma ora è la base a chiedere spiegazioni

dalla Redazione
Politica

Altro che dimissioni. Virginia Raggi non ci pensa proprio. Non lascia. Anzi raddoppia: “Se ho la fiducia del Movimento 5 Stelle? Direi di sì, ho anche sentito Grillo”. Il day after l’interrogatorio fiume, durato oltre otto ore, la sindaca Cinque Stelle (accusata di abuso d’ufficio e falso nell’ambito dell’inchiesta sulle nomine in Campidoglio) ha mostrato la sua solita sicurezza. Con tanto di battute su Grillo “che farà polizze per tutti”. Proprio sulle polizze sono emersi nuovi sviluppi dall’interrogatorio.

Doppio regalo – Tanto per cominciare le polizze vita stipulate dall’ex capo della segreteria del Comune di Roma, Salvatore Romeo, a beneficio della prima cittadina, all’epoca (gennaio 2016) ancora consigliera semplice del M5s in Campidoglio, sono due e non una soltanto.  Oltre a quella da 30mila euro, senza scadenza, ne è saltata fuori una seconda del valore di 3 mila euro con scadenza nel 2019. E di entrambe la sindaca di Roma davanti ai magistrati romani ha detto di non saperne nulla, come ha spiegato lei stessa sul blog di Grillo: “Non ne sapevo nulla, nè potevo saperlo visto che si tratta di polizze da investimento che non presuppongono la firma del beneficiario”. Per poi evidenziare di non aver preso “un solo euro”. Versione confermata dallo stesso Romeo su Facebook. La Raggi si è mostrata sorpresa anche di fronte alla causale, “relazione personale” che accompagna uno dei due contratti e che le è stata mostrata dai magistrati. A quanto si è appreso gli stessi pm tenderebbero a non dare grosso peso alle causali delle varie polizze destinate anche ad altri attivisti M5s e impiegati del Comune (perché Romeo ne ha stipulate diverse per un valore complessivo di 130 mila euro, sette solo con Intesa San Paolo per 90mila euro) perché ritenute fantasiose, tipo quella con l’indicazione “figlia”, dal momento che l’ex capo segreteria della Raggi non risulta avere figli.  Gli inquirenti poi sembrano certi che si tratti dei risparmi di Romeo. Questo, però, non spiega ancora la scelta delle polizze come strumento di investimento.  È vero quello che scrive lo stesso Romeo su Facebook e cioè che “offrivano un investimento certo” o c’è dell’altro? Al momento per i magistrati le due polizze non costituirebbero fatto penalmente rilevante. Da Raffaele Marra, in grado di aprirle le porte del Campidoglio, cioè conosceva bene la macchina amministrativa, a Daniele Frongia, collega consigliere col quale ha legato ai tempi dell’amministrazione Marino, allo stesso Romeo, attivista Cinque stelle che le presentò Marra, la sindaca, naturalmente, ha dovuto rispondere a tutte le domande dei pm.

Il fortino – Posizione che però anche in Campidoglio, soprattutto i consiglieri di minoranza reclamano venga spiegata in aula dalla sindaca. Una Raggi che per quanto ostenti sicurezza è sempre più asserragliata nel suo fortino. I mal di pancia, infatti, non mancano neppure nella sua stessa maggioranza. È  il caso della consigliera M5s, Monica Montella, che sulle polizze è stata tranchant: “Siamo tristemente sorpresi”. Nel silenzio, anche ieri, dei vertici e dei big del Movimento. Sul blog, a parte il post della sindaca, è comparso solo uno sul decreto banche, neanche a firma Grillo, che dedica un passaggio all’amministrazione capitolina, definendola “coraggiosa” sulla vicenda Olimpiadi.

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