Sempre alla disperata ricerca di soldi. Mamma Rai riprova a far cassa vendendosi crediti Iva per 13,4 milioni. Nel 2014 un aiuto era arrivato da banca Intesa

di Stefano Sansonetti

Va bene che il bilancio, soprattutto attraverso la quotazione di Rai Way, nel 2014 è stato rimesso in sesto. Ma dalle parti di mamma Rai, visti i tempi che corrono, i tentativi di fare cassa ovunque sia possibile proseguono senza sosta. Se poi il Fisco italiano continua a rimborsare le aziende con ritardi biblici, anche complice il trambusto generato dalla Corte costituzionale che ha bocciato le promozioni di circa 700 dirigenti delle Entrate, diventa quasi obbligato inventarsi qualcosa. E così, ultima novità in ordine di tempo, l’azienda televisiva ha deciso di provare a cedere 13,4 milioni di crediti Iva vantati nei confronti dell’amministrazione finanziaria oggi diretta da Rossella Orlandi. La decisione, informano i documenti predisposti dalla società ancora per poco guidata dal dg Luigi Gubitosi, è stata assunta con una determina risalente allo scorso 25 giugno.

I DETTAGLI
In particolare si è puntato su una procedura aperta “per l’affidamento di un contratto avente a oggetto la cessione pro soluto dei crediti di imposta Iva della Rai e servizi finanziari connessi”. Il credito in questione, “per il quale è già stata avanzata domanda di rimborso telematica il 26 settembre 2014, ammonta a 13,4 milioni”. E riguarda l’anno d’imposta 2013. Insomma, la Rai cerca qualcuno a cui cedere il pacchetto per incassare in tempi molto più rapidi di quelli seguiti dal Fisco. L’impresa che deciderà di farsi avanti, continuano le carte, “metterà a disposizione della Rai l’intero valore nominale del credito, fatto salvo il pagamento da parte della Rai di una commissione di cessione”. Che poi, a ben vedere, questa iniziativa è la seconda del genere nella recente storia della Rai. Già nel 2013, infatti, l’azienda di viale Mazzini aveva messo sul mercato un altro pacchetto di crediti Iva, stavolta a valere sull’anno d’imposta 2012, per un ammontare complessivo di 41 milioni di euro. Lo schema aveva gli stessi obiettivi. In quella fase, peraltro, i conti di viale Mazzini erano tutt’altro che rosei. Il 2012 aveva fatto segnare un rosso di 246 milioni di euro, mentre il successivo 2013 si sarebbe chiuso con un faticoso ritorno all’utile di gruppo per 5,3 milioni.

I CONTI ATTUALI
Nell’ultimo esercizio archiviato, quello relativo al 2014, l’utile è stato di 57,9 milioni, soprattutto grazie alla plusvalenza di 228 milioni incassata per la cessione sul mercato del 34,9% delle torri di Rai Way. Operazione, quest’ultima, che sia è resa necessaria anche per bilanciare i 150 milioni in meno di canone tv che il Tesoro non ha girato a viale Mazzini. Ad ogni modo, nella precedente edizione, alla fine la Rai è riuscita a cedere i 41 milioni di crediti Iva. A rilevarli, come comunicato all’epoca dalla società, è stata Mediofactoring (ora incorporata in Mediocredito Italiano), società di factoring del gruppo Intesa Sanpaolo. Una boccata d’ossigeno, di cui a distanza di poco più di un anno la Rai ha di nuovo bisogno.

Twitter: @SSansonetti

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