Serrata totale in Gran Bretagna. Johnson ora non fa più il gradasso. Dal modello Italia al coprifuoco: il mondo in lockdown. Bloccati dalla pandemia 2,6 miliardi di persone

di Giorgio Iusti
Mondo
Boris Johnson

Mezzo mondo è bloccato. Per cercare di porre un freno al dilagare del coronavirus, sono sempre di più i Paesi che stanno seguendo l’esempio dell’Italia e disponendo il lockdown nazionale. Alcuni ricorrendo anche al coprifuoco e schierando i soldati nelle strade. Il primo obiettivo è evitare il collasso della sanità. Con il risultato che, chiuso tutto anche in India, sono ormai oltre 2,6 miliardi le persone costrette a restare chiuse in case sempre più percepite come prigioni, con buona pace di chi fino a poche settimane fa cercava, sfruttando la più becera propaganda sovranista, di raccogliere consensi facendo credere che il migliore dei mondi possibili sia quello in cui ognuno resta all’interno dei confini nazionali.

NEL VECCHIO CONTINENTE. Anche il Regno Unito, dove l’istrionico paladino della Brexit Boris Johnson sproloquiava sull’immunità di gregge e sulla necessità di abituarsi all’idea di perdere tanti anziani, ha deciso per il lockdown ad effetto immediato. Fermati così tutti gli esercizi commerciali non essenziali e vietate le riunioni in pubblico di più di due persone, con multe da 30 sterline ai trasgressori. Il governo britannico ha inoltre lanciato un bando per 250.000 volontari destinati ad aiutare i servizi sanitari e comunali nell’assistenza a un milione e mezzo di persone anziane e vulnerabili, messe in quarantena da alcuni giorni nel Regno per tre mesi, senza poter uscire neanche per lo shopping. Il ministro della sanità Matt Hancock ha poi annunciato che un nuovo ospedale temporaneo da 4000 posti letto sarà operativo fra una settimana.

Blocco inoltre in Grecia. La Germania ha cercato di dare una stretta nei 16 Laender, facendo chiudere i battenti anche ai ristoranti ancora aperti, la Spagna ha prorogato di altri 15 giorni lo stato di allarme e la serrata, e la Francia ha invitato tutti a restare a casa se non per necessità urgenti. La Danimarca ha poi prolungato le misure di lockdown fino al 13 aprile. Tutto fermo pure in Repubblica Ceca e nel Canton Ticino in Svizzera, vietati gli spostamenti della popolazione verso le seconde case in Belgio, chiusi gli esercizi commerciali in Olanda e coprifuoco in Serbia. Ma non è tutto. La popolosa India ha fatto scattare il lockdown nazionale per 21 giorni, in Pakistan è stato imposto solo nella regione di Sindh, e l’Iraq lo ha esteso fino al 28 marzo.

EMERGENZA PLANETARIA. Chiusi inoltre centri commerciali, negozi e bazar fino al 3 aprile in Iran, coprifuoco nelle Filippine e Thailandia vicina a proclamare lo Stato di emergenza, mentre in Giappone alcuni parchi giochi hanno già riaperto. Spostandosi in America, lockdown in una quindicina di Stati negli Usa e coprifuoco in Ecuador. Per quanto riguarda invece il continente africano, è scattato lo stato di emergenza ed è stato disposto il coprifuoco notturno in Senegal, mentre domani entrerà in vigore il lockdown in Sudafrica, con l’esercito nelle strade per garantire il rispetto della misura, è stato disposto lo stato di emergenza e isolamento in Costa d’Avorio, è stata decisa una quarantena generale, oltre al coprifuoco notturno, in Tunisia ed è scattato il coprifuoco totale, 24 ore su 24, a partire da oggi in Libia. In Oceania, infine, l’Australia ha chiuso pub, ristoranti, club, cinema, casinò e luoghi di culto, lasciando aperti soltanto i supermercati, ma non ha chiuso le scuole a livello nazionale, tanto che alcuni Stati sono intenzionati a farlo, mentre da questa notte entrerà in lockdown pure la Nuova Zelanda.

Loading...