Sindacati in piazza a Roma per Ilva, Alitalia e Whirlpool. Landini: “Il mondo del lavoro unito chiede il cambiamento del Paese”

dalla Redazione
Politica

Cgil, Cisl e Uil manifestano oggi a Roma, in piazza Santi Apostoli. E’ la prima delle tre iniziative indette dalla triplice per “la settimana di mobilitazione per il lavoro”. Forte la presenza nella Capitale dei lavoratori metalmeccanici dell’ex Ilva, in sciopero per 24 ore negli stabilimenti siderurgici del gruppo ArcelorMittal. “Il mondo del lavoro unito chiede il cambiamento del Paese: si mettano in testa che non si cambia senza e contro i lavoratori. Noi non abbiamo paura, non ci rassegniamo e andiamo avanti finché non otteniamo risultati. Uniti ce la possiamo fare” ha detto il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, dal palco della manifestazione nazionale unitaria.

“Basta scherzare. Avete sbagliato ad andare in tribunale – ha aggiunto leader della Cgil rivolgendosi ad ArcelorMittal -, tornate al tavolo a partire dall’accordo firmato a settembre dall’anno scorso ed agli impegni assunti. Discutiamo, ma a nessuno venga in mente di dire che ci sono licenziamenti da fare perché questa è un’idea che non passa”.

“Abbiamo bisogno di risposte – ha detto invece la segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan – a partire da Ilva, Alitalia, Whirlpool, Mercatone uno: in tutti i settori abbiamo vertenze aperte con minacce o veri e propri licenziamenti di migliaia e migliaia di uomini e donne. Mai così in basso. Vogliamo che queste vengano risolte e vogliamo dare un messaggio chiaro alle multinazionali: non si viene in questo Paese a fare shopping e poi a buttare via imprese e chi ci lavora dentro”.

La Furlan, come aveva già fatto ieri, ha rimarcando dalla piazza di Roma che “gli accordi non sono carta straccia” e  manda anche “un messaggio chiaro al governo e alla politica: basta mettere le imprese al centro delle liti interne ai partiti e alla maggioranza. Ci vuole serietà in queste cose, quella che finora è sempre mancata”. “Finché non avremo le risposte alle questioni – ha annunciato ancora la segretaria generale della Cisl – che un anno fa abbiamo aperto insieme, noi continueremo nella mobilitazione, nella nostra lotta. Non ci bastano i cambiamenti di modi, abbiamo bisogno di risposte. In un anno non è cambiato nulla. Abbiamo bisogno di chiudere le vertenze aperte, 160 a cui ogni giorno se ne aggiunge una, di togliere dall’incertezza oltre trecentomila lavoratori e lavoratrici. Il clima è un po’ peggiorato, altro che migliorato”

“Certamente se ci fosse stato lo Stato, non ci sarebbero stati i balletti a cui assistiamo” ha detto, invece, il segretario generale della Uil, Carmelo Barbagallo. “Dobbiamo mantenere l’acciaio in Italia. La smettessero di litigare – aggiunge il numero uno della Uil – nella maggioranza e con l’opposizione. Non possiamo permetterci un altro Natale così. Questo Natale sarà brutto per molte famiglie, non possiamo permetterlo. Bisogna dare speranze ai lavoratori, ai giovani e agli anziani”.

Loading...