Taglio dei vitalizi, si passa già alle carte bollate. Diffida degli ex parlamentari all’Ufficio di presidenza di Montecitorio

di Alessandro Righi
Politica

“Incostituzionali, illegittimi e illegali”. Sale di tono lo scontro tra gli ex parlamentari e l’Ufficio di presidenza della Camera. Il pomo della discordia, neanche a dirlo, la delibera sul taglio retroattivo dei vitalizi all’esame dell’organo di vertice di Montecitorio. Annunciata nei giorni scorsi, ieri, la diffida ad astenersi dal procedere al ricalcolo contributivo degli assegni è arrivata a destinazione. Con tanto di minaccia di azioni legali “anche a fini risarcitori” contro dei 18 componenti dell’Ufficio di presidenza, a cominciare da Roberto Fico. “Tanti pareri pro veritate di illustri costituzionalisti, tante audizioni che si sono svolte alla Camera dei deputati e soprattutto al Senato, nella passata legislatura, hanno espresso pareri unanimi di incostituzionalità per un provvedimento che si proponga di intervenire retroattivamente – contestano gli ex parlamentari -. La irretroattività della legge è un pricipio fondamentale dello Stato di diritto di tutti i paesi democratici, in particolare dell’Italia e dell’Europa. Nessuna legge ha mai trasgredito a questo principio e a maggior ragione questo principio non può essere intaccato dall’Ufficio di presidenza del Parlamento che è un organo organizzativo e amministrativo”. Tanto più, si legge nella diffida, che “nessuna legge approvata dal Parlamento di modifica della disciplina previdenziale ha mai messo in discussione retroattivamente diritti già maturati dei cittadini”. Ergo: “Pretendere di farlo per gli ex parlamentari avrebbe soltanto un significato punitivo”.

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