Torturavano i detenuti in cella. Ma Salvini sta con gli aguzzini. Il Capitano difende i sei agenti arrestati ieri per aver trasformato il carcere di Torino in un lager

di Giorgio Iusti
Politica

A Torino sono stati arrestati e messi ai domiciliari sei agenti della polizia penitenziaria in servizio al carcere Lorusso e Cutugno. Sono accusati di aver sottoposto i detenuti a vere e proprie torture. Tra il mese di aprile 2017 e novembre dello scorso anno, gli indagati si sarebbero accaniti in particolare di sugli arrestati per reati sessuali, a partire da quelli nei confronti di minori. I detenuti sarebbero stati presi ripetutamente a calci e pugni, sarebbero stati minacciati e umiliati. Ma Matteo Salvini si è subito affrettato a difendere gli arrestati. Insomma prima i poliziotti e dopo la legge.

I FATTI. Secondo gli inquirenti sarebbero almeno cinque le vittime di vere e proprie torture. A indagare è stato lo stesso Nucleo Investigativo Centrale della Polizia Penitenziaria, a cui alcuni detenuti hanno raccontato che gli agenti ora sotto accusa li colpivano indossando dei guanti per non lasciare tracce e in punti dove i lividi erano meno visibili. Hanno riferito di stanzette, scale e corridoi privi di telecamere di sorveglianza trasformati in luoghi di violenze. Un detenuto sarebbe stato anche costretto a ripetere, mentre gli consegnavano una lettera della fidanzata: “Sono un pezzo di merda”.

Mentre un altro sarebbe stato costretto per giorni a dormire sulla rete di metallo, senza materasso. Con gli agenti sicuri di farla franca perché difficilmente le vittime chiedevano aiuto al medico del carcere. A chi chiedeva loro spiegazioni si giustificavano dicendo di essersi feriti cadendo. Poi, però, il muro di omertà si è sgretolato. Tutto grazie una segnalazione di Monica Gallo, la garante dei detenuti del Comune di Torino, che aveva ricevuto qualche confidenza durante un colloquio in carcere. E l’inchiesta è partita. Approdando ora ai sei arresti e a diversi indagati a piede libero. Ma le indagini vanno avanti, cercando di scoprire eventuali altri episodi di violenza.

LE REAZIONI. Chi doveva far rispettare la legge, secondo la Procura di Torino, sarebbe così stato il primo ad infrangerla. L’ex ministro dell’interno Matteo Salvini, davanti a simili accuse, ha però difeso gli agenti. “Uno Stato civile punisce gli errori – ha sostenuto il leader della Lega – ma che la parola di un detenuto valga gli arresti di un poliziotto mi fa girare le palle terribilmente. Quindi la mia massima solidarietà a quei sei padri di famiglia”. Ancora: “Non so se è scattata un’epidemia in qualche tribunale: o si stanno scoprendo come pericolosi torturatori le donne e gli uomini in divisa o c’è qualcuno che si fida degli spacciatori e non dei poliziotti. Nel caso di Torino la mia massima solidarità ad agenti agli arresti, non c’è un referto medico o una denuncia ma la parola di qualche ex detenuto, contro quella di sei poliziotti”.

Anche in tv, di recente, Salvini si è presentato indossando proprio la maglia della polizia penitenziaria e all’interno del corpo ha molti sostenitori. Abbastanza a quanto pare per scagionare chi è accusato di torture ancor prima che si chiudano le indagini.

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