Due tunisini e un egiziano espulsi dall’Italia. Più volte segnalati per legami con il terrorismo islamico

dalla Redazione
Cronaca

Due tunisini e un egiziano sono stati espulsi, con un provvedimento del ministro dell’Interno, per contiguità agli ambienti dell’estremismo islamico e accompagnati nei paesi di origine. Si tratta di un 38enne egiziano, già detenuto a Enna per associazione a delinquere e violazione della normativa sull’immigrazione. L’uomo era monitorato in carcere per aver esultato apprendendo dell’attentato, compiuto nel 2016 al mercato di Natale di Berlino, dal terrorista Anis Amri.

Uno dei due tunisini era già stato segnalato nel 2009 per i suoi contatti con un esponente di un gruppo di connazionali dediti allo spaccio di droga e riconducibili ad ambienti estremisti. L’uomo, fa sapere il Viminale, era detenuto a Vicenza e faceva parte di un sodalizio di tunisini attivo anche nella divulgazione di messaggi radicali. Di indole violenta, aveva tentato di evadere per ben due volte, e aveva una spiccata capacità nell’influenzare gli altri detenuti sui quali esercitava il suo forte carisma. Alla notizia dell’attentato compiuto nel settembre del 2017 alla stazione di Parsons Green della metropolitana di Londra, era stato notato raccogliersi in preghiera in un orario inusuale, tale da far ritenere il rito una sorta di compiacimento per l’attacco terroristico.

L’altro tunisino, con numerosi precedenti per immigrazione illegale e falsificazione di documenti e destinatario di tre provvedimenti di espulsione, era stato segnalato dall’antiterrorismo francese in quanto in contatto con diversi estremisti islamici gravitanti intorno alla moschea Belsunce di Marsiglia, alcuni dei quali andati a combattere nel teatro siro-iracheno.

Rintracciato il 12 febbraio scorso ad Anzio, il 41enne era stato fermato e accompagnato presso il Cpr di Torino e rimpatriato a Tunisi. Il 6 agosto scorso, con il supporto dei Servizi segreti italiani, l’uomo era stato nuovamente rintracciato ad Anzio e arrestato per aver violato il divieto di reingresso sul territorio nazionale. Dopo la convalida dell’arresto, è stato trattenuto al Cpr di Bari per essere espulso.