Uccide la moglie con 23 coltellate e poi va a giocare con le slot machine e a comprare pasticcini. Orco killer a Milano: aveva già accoltellato la vittima nel 1995

dalla Redazione
Cronaca

Prima ha ucciso la moglie, poi è andato tranquillamente a giocare alle slot machine fermandosi anche a comprare qualche pasticcino. Il 2017 continua nel segno dei femminicidi. Dopo il caso di Messina e della assurda difesa di Ylenia nei confronti del ragazzo nonostante gli inquirenti si dicono certi l’abbia incendiata e dopo quello di Rimini con l’ex miss Romagna sfregiata dall’acido gettatole addosso dall’ex compagno, e dopo l’omicidio-suicidio di ieri notte in provincia di Caserta, l’ultimo terribile episodio viene da Milano.  Luigi Messina è crollato dopo tre ore di interrogatorio e ha confessato di aver ucciso la moglie Rossana Belvisi, 50 anni, impiegata all’Inps di via Ripamonti.

“Per lungo tempo ha negato le responsabilità, fino alle 3 di notte quando ha confessato”. Così il capo della squadra mobile di Milano, Lorenzo Bucossi. Il femminicidio, spiega Bucossi, “nasce da una lunga serie di anni di violenze. Ieri mattina dopo l’ennesima discussione per gelosia, nel corso della qual lui sostiene di essere stato provocato, con un coltello da cucina l’ha accoltellata. Ha ammesso di essere stato lui”. Quanto all’arma del delitto, Messina “ha lasciato il coltello a circa un paio di chilometri da casa in un tombino. Ha avuto l’accortezza di cambiarsi e di gettare i vestiti in una zona boschiva”, continua il capo della mobile.

Almeno 23 le coltellate inflitte sul corpo della donna. Per il capo della squadra Mobile di Milano Bucossi è “la prova di un impeto e una violenza non indifferente. L’assassino ha dimostrato una grande freddezza”. Inizialmente il marito, attualmente disoccupato, ha negato, “forte del fatto che aveva occultato con un lavoro di depistaggio le prove a suo carico”, spiega Bucossi. Luigi Messina, secondo la ricostruzione degli investigatori, avrebbe ucciso Rosanna Belvisi verso le 11 di ieri mattina a seguito di una discussione. Per giustificarsi l’uomo, interrogato in questura, ha raccontato di essere stato provocato dalla moglie, gelosa di una relazione extraconiugale del marito da cui è nato un figlio di 3 anni. Erano tornati da una vacanza a Pantelleria e ieri mattina, svegliandosi nella loro abitazione di via Coronelli, i due coniugi avevano ricominciato a discutere sul tradimento passato. La moglie lo aveva scoperto a novembre, e in quella data avevano litigato a tal punto da richiedere l’intervento delle forze dell’ordine per placare gli animi.

“Ieri mattina, mentre discutevano, lui l’ha colpita ripetutamente. Si trovavano in camera da letto, una stanza stretta, e il sangue ha sporcato i vestiti dell’uomo, che si è anche ferito una mano tentando di tamponarsi il taglio con un paio di fazzolettini, poi trovati poco distante da casa e repertati dalla polizia – spiega Bucossi – Verso le 12 esce di casa e getta il coltello in un tombino di via Parenzo, e nei paraggi i vestiti macchiati. Non rientra nell’abitazione fino alle 15, quando chiama il 118, e nell’arco di quelle ore cerca di costruirsi un’alibi girando nel quartiere, fermandosi a parlare con persone, giocando con le slot machine, comprando dei pasticcini”. Aveva infatti raccontato di essere rientrato in casa dopo una passeggiata e di averla trovata cadavere, a terra, con la gola tagliata. Aveva detto lo stesso nel ’95 quando ferì la moglie alla schiena. Ma l’altra notte la sua versione è durata una manciata di ore. “Mi martellava rinfacciandomi le relazioni extraconiugali”, avrebbe detto l’orco al pm Gaetano Ruta e agli uomini della squadra mobile. L’uomo al pm ha anche detto di “essere pentito. Solo ora sto cominciando a realizzare quello che ho fatto”. Il pm Ruta a breve inoltrera’ al gip la richiesta di convalida del fermo e di custodia cautelare in carcere per Messina.

 

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