L’ultima salvinata. Il Capitano attacca Conte: “Sui migranti non prendo ordini da lui”. La replica dei 5S: “Attacco maldestro al premier. Chiaro segno di difficoltà e debolezza”

dalla Redazione
Politica

“Non c’è presidente del Consiglio che tenga e non c’è ministro dei 5 stelle che tenga: in Italia i trafficanti di esseri umani non arrivano più”. E’ quanto ha detto, nel corso di una diretta Facebook, il ministro dell’Interno Matteo Salvini ribadendo il suo no all’arrivo in Italia della Sea Watch con i suoi migranti.

“In queste ore c’è un’ennesima nave che sta cercando di raggiungere le coste italiane – ha aggiunto il leader della Lega – ma i porti sono chiusi. L’abbiamo detto a chi di dovere. Nessun ministro e neanche il presidente del Consiglio pensi di ordinare a me di far entrare le navi illegalmente con i migranti in Italia. Se qualcuno pensa di riaprire i porti – ha aggiunto Salvini – ha trovato il ministro sbagliato e il partito politico sbagliato. Faccio finta di non sentire e guardo avanti”.

“Dalle continue dichiarazioni che escono – ha replicato a stretto giro il vicepremier Luigi Di Maio – è evidente che c’è chi vuole alzare il livello dello scontro. Non c’è molto da aggiungere rispetto agli attacchi inviati al presidente del Consiglio, che ha tutto il sostegno mio e del governo. Dico solo che per la legge dei grandi numeri, se tutti pensano una cosa e c’è un singolo contrario, forse ha torto il singolo. Di uomini soli al comando ne abbiamo già avuti e in Italia non ne sentiamo certo la mancanza”.

“L’attacco di Salvini al presidente Conte sul tema dei migranti è l’ennesimo maldestro tentativo di provare a spostare l’attenzione mediatica dalle continue notizie di rappresentanti della Lega coinvolti in casi di corruzione”. Commentano all’Ansa fonti del Movimento Cinque Stelle. “Un chiaro segno di difficoltà e di debolezza. Del resto – aggiungono dal M5S – le sue ultime dichiarazioni denotano una imbarazzante schizofrenia politica: nel caso della nave Diciotti per Salvini andava benissimo la gestione collegiale da parte del Governo, ora sostiene che nessuno deve dargli ordini”.