A Verona sull’aborto si torna al Medioevo. Passa la mozione della Lega con l’appoggio del Pd

dalla Redazione
Politica

Aborto, no grazie. È stata approvata nella notte, con ventuno voti a favore e sei contrari, la mozione della Lega sottoscritta dal sindaco Federico Sboarina che dichiara Verona “città a favore della vita” e che punta a sostenere le associazioni cattoliche che mettono in campo iniziative contro l’interruzione della gravidanza. Respinta invece la proposta per la sepoltura automatica dei feti abortiti. Nel luogo che fu di Romeo e Giulietta, oggi si respira un clima di restaurazione.

Ma a far rumore è soprattutto l’evidente imbarazzo del partito democratico che, da sempre attento a queste tematiche, è costretto a registrare il voto a favore della mozione da parte della consigliera del Partito democratico e capogruppo, Carla Padovani. Un fatto assolutamente inatteso e che ha subito scaricato furibonde polemiche, a cui la donna ha risposto spiegando che per lei la vita è un valore da difendere e che, mancando una posizione chiara del partito sull’argomento, ha votato secondo coscienza. Punto questo su cui non la pensano allo stesso modo i big del partito. Infatti il segretario dem Maurizio Martina ha parlato di grave errore e il governatore del Lazio Nicola Zingaretti ha tuonato contro quelli che ha definito “i colpi di mano sulla legge 194”.

Ancor più dura la collega e deputata Giuditta Pini che ha tuonato: “non credo che sia una persona che possa stare nel Pd”. Così, uno dopo l’altro, tutti i colleghi si sono sfilati e hanno preso le distanze dalla Padovani, lasciandola sola al proprio oscurantismo.