Il Segretario di Stato Rubio è venuto in Italia per ripianare i rapporti dopo le dure critiche di Trump a Meloni. Però lei ha tenuto il punto e insomma alla fine una cosa buona l’ha fatta.
Anna Chiari
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Gentile lettrice, le posizioni di Meloni sono sempre il frutto di cinici calcoli, gli stessi con cui Meloni ha tradito l’intero pacchetto delle promesse esibite in campagna elettorale, dal taglio delle accise a tutto il resto che è troppo lungo per essere qui riassunto. Solo adesso si è ricordata di essere sovranista e “patriota”. Per tre anni e mezzo ha lucidato le scarpe di Trump, ha steso tappeti, ha danzato minuetti, ha caldeggiato il Nobel per la Pace a Trump, è stata fonte d’imbarazzo per l’Italia, e ora le è tornata la memoria, ma solo perché si avvicinano le elezioni e lei, con tutta l’Armata Brancamelone delle destre, è in fase discendente, come visto col referendum sulla giustizia. Invece non si ricordava di essere “patriota” quando prometteva di quadruplicare gli acquisti di gas americano al triplo del prezzo normale, di investire miliardi negli Usa, quando acquistava armi americane, quando definiva “operazione difensiva” il canagliesco sequestro di Maduro, quando dopo l’omicidio di Khamenei e il criminale attacco israelo-americano all’Iran pronunciava quel pilatesco “Non condanno né condivido”, quando non ha mosso un dito per gli equipaggi sequestrati da Israele su navi italiane o per le sanzioni Usa a un’insigne concittadina come Francesca Albanese. Solo ora le torna la memoria, a due passi dalle urne. Spero che gli italiani se ne ricordino quando andranno a votare l’anno prossimo.
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