Vitalizi, è scontro nel Pd sul ricalcolo delle pensioni dei parlamentari. Zanda prova a stoppare i ribelli dem guidati da Sposetti. L’approvazione del ddl Richetti si complica

dalla Redazione
Politica

La battaglia sui vitalizi non è che all’inizio. Dopo qualche giorno di tregua il confronto-scontro è ricominciato a suon di dichiarazioni ed una cosa è certa: il testo approvato alla Camera avrà vita dura per passare l’esame del Senato. Un ostacolo molto arduo visto che tra i primi ad esporsi contro il testo è stato ieri il senatore del Pd Ugo Sposetti che si è detto pronto ad alzare le barricate pur di fermare il testo.

Una posizione che ha prodotto l’immediata risposta di Luigi Zanda, capogruppo dem al Senato: “Insabbiare il testo? Non se ne parla”. Zanda pur avendo sottolineato qualche punto controverso presente nel testo ha ribadito la volontà del partito di portare in porto la legge sui vitalizi, il cosiddetto ddl Richetti, subito dopo l’estate. “Esamineremo attentamente il testo”, ha detto Zanda. Esistono, infatti, dubbi sollevati da illustri giuristi sull’eventuale incostituzionalità del testo per quanto riguarda l’effetto retroattivo nel ricalcolo contributivo delle pensioni dei parlamentari. Detto questo eventuali modifiche riporterebbero il testo alla Camera e con la legislatura in scadenza sembra davvero difficile ottenere il ricalcolo.

Una presa di posizione, quella di Zanda, che non ha prodotto alcun ripensamento da parte di Sposetti che ha ribadito: “Con la legge approvata alla Camera è stata lesa la dignità del Parlamento e delle istituzioni. Quello che succederà al momento del voto non lo so, io non vado a cercare i favorevoli e i contrari. Faccio la mia battaglia come ho sempre fatto”.