Voto bis col Rosatellum, il 40% non fa governare. Per YouTrend servono almeno due punti in più per avere la maggioranza

di Giorgio Velardi
Politica

“Possiamo raggiungere il 40% e governare da soli”. Due giorni fa, mentre in un video su Facebook chiedeva il ritorno a elezioni già il prossimo 8 luglio, il capo politico del M5s, Luigi Di Maio, si è detto sicuro di poter raggiungere la soglia indicata da più parti come sufficiente per avere la maggioranza in Parlamento. Ma nonostante siano passati appena due mesi dal 4 marzo, rivotando col Rosatellum quella percentuale potrebbe non bastare più. Proprio così. A dirlo è uno studio realizzato da YouTrend, secondo il quale “la nuova distribuzione del voto” emersa 60 giorni fa “ha complicato quella prospettiva”. In particolare, per l’istituto, “al Sud l’affermazione del Movimento 5 Stelle in molte aree è andata addirittura oltre il 50%, con un divario rispetto ai secondi (il centrodestra) quantificabile talvolta in decine di punti percentuali. Questo è un fattore da non sottovalutare perché vuol dire che per invertire la tendenza in molti collegi meridionali servirebbe uno spostamento di voti notevole”.

Stando alla simulazione di YouTrend, basata sull’ipotesi che i voti si spostino da una coalizione all’altra solo all’interno delle tre aree principali, che i seggi assegnati nella circoscrizione Estero rimangano invariati e che si aggiunga un punto percentuale al centrodestra togliendo a centrosinistra e M5s una quota di voti in proporzione a quelli ottenuti alle Politiche, per avere il controllo sia alla Camera sia al Senato, il Centrodestra – la coalizione classificatasi prima il 4 marzo tanto da rivendicare un mandato per formare un Governo – “dovrebbe arrivare al 42%”. Tagliando questo traguardo, Lega-FI-FdI potrebbero contare “su 327 deputati (ne servono almeno 316, ndr) e formare un governo autonomamente”. I Cinque Stelle invece avrebbero “189 deputati (perdendo 38 seggi) e il centrosinistra 98 (-24). Non solo. Ripetendo lo stesso procedimento proprio coi pentastellati, che alle urne hanno raccolto il 32,7%, si scopre che “aumentando progressivamente il loro risultato di un punto percentuale alla volta, e diminuendo proporzionalmente le percentuali di centrodestra e centrosinistra”, a Di Maio & C. basterebbe “il 41% per poter contare su 317 deputati”. Certo, così il M5s potrebbe contare su una maggioranza risicatissima. Ma il centrodestra si fermerebbe a 201 seggi (-64) e il centrosinistra a 96 (-26).

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