Ore 17.32: mentre Luigi Di Maio รจ al Quirinale per un nuovo colloquio โinformaleโ col presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, le agenzie battono una dichiarazione di Laura Castelli. Dice la deputata del M5S, tra i papabili ministri: โAbbiamo sempre detto che o parte un Governo politico con la maggioranza esistente in Parlamento e che ha scritto il contratto di Governo, M5S e Lega, o per noi si deve tornare al voto subito. Sono ore cruciali e cโรจ una situazione di instabilitร che rischia di essere pagata dai cittadini e dal Paese. Stupisce che Paolo Savona, persona di grande spessore culturale e sensibilitร politica, non abbia ancora maturato la decisione di fare un passo indietroโ. Sembra il fischio finale a qualsiasi ipotesi di Governo Lega-M5s, una richiesta che Matteo Salvini (e lo stesso Savona) non accetterebbe mai.
Passano due ore: dopo lโincontro con Mattarella, in diretta su Facebook Di Maio annuncia: โTroviamo una persona di eccellente caratura come Savona e lui rimane con un altro posto nella squadra di Governoโ. Sono ore febbrili nel Movimento. Ore in cui succede tutto e il contrario di tutto. La confusione รจ evidente. Perchรฉ la Castelli non รจ unโesponente di secondo piano del M5S, perchรฉ Di Maio ne รจ il leader. E le loro dichiarazioni si contraddicono: la prima parla di unโuscita di scena dellโeconomista euro-critico, โLuigiโ di affidargli un altro dicastero. Una linea ondivaga, quella che viene portata avanti dai vertici pentastellati, che sta mandando in tilt i parlamentari. Storditi dalle capriole del capo e del suo inner circle.
Ieri lโAdnKronos ha raccontato i particolari di una riunione, svoltasi martedรฌ, alla quale erano presenti una cinquantina di senatori del Movimento. Una riunione non in agenda, ma sorta spontaneamente in assenzaย del capogruppo Danilo Toninelli. โNon siamo dei pigia bottoniโ, si sarebbero sfogati in tanti. Qualcuno sarebbe addirittura scoppiato in lacrime. Su tutti, a dare in escandescenze per la linea politica ondivaga e a suo dire โclamorosamente sbagliataโ, sempre secondo lโAdnKronos, sarebbe stato Gregorio De Falco, tra i piรน duri per la gestione del post-voto guidata da Di Maio e pochi fedelissimi.
Ma non solo. Anche unโaltra senatrice neoletta avrebbe denunciato la mancanza di trasparenza. โSono arrivata a Roma credendo di replicare la condivisione che ho sempre apprezzato nei meetup โ ha spiegato ai colleghi โ. Qui apprendo le notizie dai giornali, mi sembra un incubo. E quando da casa mi chiedono โche accade?โ, ho quasi imbarazzo nel dire che non so un fico seccoโ. Sul tavolo รจ finita la retromarcia di Di Maio sulla richiesta di impeachment contro Mattarella: โSalvini ci ha messo nel sacco, questi se torniamo al voto ci asfaltanoโ. Alla fine, a sedare gli animi ci avrebbero pensato il vice capogruppo Gianluca Perilli e Nicola Morra.
Anche tra i big del M5S serpeggia perรฒ qualche malumore. Ieri, durante lโassemblea dei parlamentari, รจ stata Paola Taverna a contestare al capo politico la mancanza di collegialitร nelle scelte. โAscolta pure i cacacazziโ, le ha fatto eco, scherzando, il deputato Andrea Colletti. โCercherรฒ di trovare metodi alternativiโ di comunicazione, la replica di Di Maio. Vedremo.