Via libera al Def. Sรฌ ai soldi per le riforme. Finalmente ci si comincia a muovere sui veri nodi del Paese

Via libera al Def. Sรฌ ai soldi per le riforme. Finalmente ci si comincia a muovere sui veri nodi del Paese

Ce lo diranno a settembre. Dove si troveranno i soldi per le riforme promesse in campagna elettorale รจ un giallo che ha bisogno di altri due mesi per svelarci il mistero.ย  A suo tempo perรฒ le coperture salteranno fuori, o perlomeno questo รจ quanto ha promesso ieri il ministro dellโ€™Economia e Finanze Giovanni Tria alla Camera, ottenendo la fiducia sul Def, il Documento di programmazione dei conti dello Stato approvato con 330 voti a favore e 242 contrari. Nel testo finale non ci sono sorprese o fughe in avanti, se non lโ€™annunciato impegno a sterilizzare le clausole di salvaguardia che imporrebbero lโ€™aumento dellโ€™Iva e una politica di sostanziale continuitร  con quella dei Governi Renzi e Gentiloni in materia di contenimento della spesa pubblica dentro il reticolato consentito dai vincoli europei. Il tutto perรฒ in un contesto meno brillante rispetto al piรน recente passato.

Il ruolo di Bruxelles –ย Le previsioni sulla crescita del Paese questโ€™anno sono piรน basse rispetto al giร  modesto +1,5% del 2017. E per sostenere le imprese non si potrร  aumentare il deficit, che secondo il quadro macroeconomicoย  tendenziale definito dal Documento economico appena approvato fissa il deficit allo 0,8% del Pil nel 2019 e il pareggio di bilancio nel 2020. Se si centrassero questi target, il debito secondo Tria โ€œinizierebbe un chiaro percorso discendente. Unโ€™evoluzione che perciรฒ รจ bene non mettere a repentaglioโ€. Il consolidamento del bilancio รจ infatti
la condizione necessaria per mantenere la fiducia dei mercati finanziari, imprescindibile per tutelare i risparmi
italiani e ottenere una crescita stabile, ha ribadito il ministro. Tria ha spiegato anche che lo scenario tendenziale
del rapporto deficit-Pil sarร  oggetto di seria riflessione in sede di predisposizione del quadro programmatico
in stretta collaborazione con lโ€™Ue. Un discorso di grande responsabilitร , ma non esattamente quello che M5S e Lega hanno promesso solennemente alla loro base, dove invece ci si aspetta una rinegoziazione allโ€™arma bianca suiย  vincoli alla spesa. Anche perchรฉ intenzione del Governo รจ โ€œinvertire il calo degli investimenti pubblici in atto dallโ€™inizio della crisiโ€, nella consapevolezza che โ€œi maggiori ostacoli non vengono dalla carenza di risorseโ€, ma dalla perdita di competenze a livello locale e dagli โ€œeffetti non volutiโ€ del Codice degli appalti, come ha detto chiaro Tria,
annunciando che proprio a questo scopo verrร  costituita una task force allโ€™interno del Governo.

Incognita dazi – Si vuole tornare dunque alle politiche economiche espansive, comprendendo in questo quadro il reddito di cittadinanza volto a contrastare le sacche di povertร  presenti in Italia โ€œtramite interventi non assistenziali
bensรฌ tramite lโ€™integrazione nel mercato del lavoroโ€. Anche qui il nodo di dove trovare le risorse resta perรฒ tutto
da sciogliere. Se da un lato il ministro ha informato il Parlamento di quanto sapeva giร  a proposito di un rallentamento previsto della nostra ricchezza prodotta questโ€™anno, non si รจ approfondito un quadro internazionale
azzoppato dal disimpegno (seppurย graduale) della Banca centrale europea da quellโ€™accomodamento monetario che ha salvato lโ€™euro dalla grande crisi del 2012, oltre agli effetti oggi ancora poco quantificabili delle spinte protezionistiche imposte al mondo dallโ€™amministrazione Trump con la guerra dei dazi.