Case popolari in cambio di voti. I militari della Guardia di Finanza di Lecce hanno dato esecuzione a nove provvedimenti restrittivi nei confronti di altrettanti soggetti, nellโambito di unโindagine, coordinata dai pm Massimiliano Carducci e Roberta Licci, che vede indagate 46 persone, accusate a vario titolo di associazione per delinquere, finalizzata alla corruzione elettorale, falso ideologico e abuso dโufficio.
Lโinchiesta riguarda presunte concessioni per alloggi popolari in cambio di voti elettorali. Sono finiti in carcere Nicola Pinto e Umberto Nicoletti, ritenuti vicini alla malavita organizzata e responsabili del pestaggio nel 2015 dellโuomo che due anni prima con la sua denuncia diede il via allโinchiesta. Ai domiciliari, invece, i consiglieri comunali di centrodestra Attilio Monosi e Luca Pasqualini, il consigliere comunale del Pd Antonio Torricelli, il dirigente comunale Lillino Gorgoni e Andrea Santoro, anche lui ritenuto tra i responsabili del pestaggio del 2015.
aggiunte da due obblighi di dimora, invece, Monica Durante e Monia Gaetani, che avrebbero messo in contatto gli abitanti della zona popolare della cittร salentina con gli indagati. Interdetti, inoltre, dai pubblici uffici altri cinque dipendenti comunali dellโufficio Casa e dellโufficio Patrimonio. Tra gli indagati, infine, spunta anche il senatore della Lega Roberto Marti, che dal 2004 al 2010 รจ stato assessore ai Servizi sociali, alle pari opportunitร e ai progetti mirati del comune di Lecce.