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Norme green in Costituzione. La vera rivoluzione parte da qui. Parla Federico (M5S): “Avanti con il decreto Clima. Economia circolare e mobilità sostenibile le priorità”

Pubblicato il 27 Settembre 201927 Settembre 2019 - Aggiornato il 27 Settembre 2019 alle 16:09 di Redazione on-line
di Redazione on-line

“Inserire la tutela ambientale in Costituzione”. Un atto “rivoluzionario”, ma “non scontato”, secondo il deputato M5S, Antonio Federico, che spiega a La Notizia le priorità della ricetta green targata Movimento Cinque Stelle.
Dal taglio dei sussidi ambientalmente dannosi ai bonus per gli investimenti green.

Quali punti del decreto clima del ministro Costa sono prioritari per i Cinque Stelle?
“La priorità è proprio quella di dotare l’Italia di un dispositivo con obbiettivi chiari, realizzabili. Stiamo avviando un percorso per inserire la tutela ambientale in Costituzione, un atto rivoluzionario, non scontato. Abbiamo già incentivato la riduzione degli imballaggi con un credito d’imposta per gli imprenditori e ora da estendere anche ai consumatori. Ma il decreto Clima prevede incentivi anche per acquistare prodotti sfusi, per lo stoccaggio della CO2, per la riforestazione urbana, per l’end of waste, per la mobilità sostenibile e l’economia circolare”.

Costa punta ad approvare il decreto entro il 3 ottobre, sia pur agganciandolo all’esame della Manovra. C’è chi, però, solleva dubbi sulle coperture: dove si prendono i soldi?
“Il decreto va impostato giustamente con la legge di stabilità. È in sede di Manovra che le coperture troveranno concretezza. Come ha detto il ministro Costa è questione tecnica più che altro, l’importante è che ci sia volontà politica. Ad ogni modo, in legge di bilancio porteremo una proposta: nessun vincolo di bilancio per gli investimenti green, per quelli che si occupano di tutela dell’ambiente e che aumentano i posti di lavoro”.

Al vertice delle Nazioni Unite si è discusso anche di iniziative per il contrasto del cambiamento climatico. Voi che cosa proponete?
“Bisogna capire che il cambiamento climatico richiede risposte integrate. Ad esempio stiamo legando l’ambito climatico con quello della protezione della biodiversità e con quello della tutela e del ripristino dei suoli. Stiamo integrando le azioni di lotta alla siccità e alla desertificazione con le principali pianificazioni settoriali di riferimento: la pianificazione di bacino, i piani di gestione del rischio alluvioni, i piani di tutela delle acque, i piani di bilancio idrico, i piani di assetto idrogeologico”.

Assenze giustificate per gli studenti che scioperano (domani è il giorno del global strike) per il clima. Condivide la proposta del ministro dell’Istruzione, Fioramonti?
“Dobbiamo ascoltare questi ragazzi che non si rassegnano al futuro prospettatogli dagli errori degli ultimi decenni. Il ministro Fioramonti ha fatto bene a chiedere agli insegnanti di giustificare gli studenti che manifestano. I ragazzi hanno diritto di protestare e le istituzioni hanno il dovere di ascoltare i loro suggerimenti e tramutarli in azioni concrete. Sono orgoglioso che, per il 2020, il ministro Costa abbia annunciato l’organizzazione in Italia della prima Cop dei giovani”.

A proposito di emergenza clima, il rischio collasso del ghiacciaio del Monte Bianco sta diventando un po’ il simbolo di questa battaglia. Sul caso specifico, quali strategie si possono mettere a punto?
“Acceleriamo sulla decarbonizzazione e sulla costruzione di un sistema energetico basato su efficienza e fonti rinnovabili. L’Italia e il MoVimento 5 Stelle stanno parlando chiaro: dobbiamo ridurre le emissioni attraverso un piano strategico e mirato, per arginare le conseguenze del surriscaldamento globale, rilanciando economia e occupazione. E dobbiamo farlo presto”.

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