Arriva Letta, ma sembra Renzi. In due giorni tre schiaffi ai 5S. Apre a Iv, lancia Gualtieri e il maggioritario. In 48 ore Enrico manda in crisi lโ€™intesa giallorossa

Apre a Italia Viva, lancia Gualtieri a Roma contro la Raggi e il maggioritario. In 48 ore Letta manda in crisi l'intesa giallorossa.

Arriva Letta, ma sembra Renzi. In due giorni tre schiaffi ai 5S. Apre a Iv, lancia Gualtieri e il maggioritario. In 48 ore Enrico manda in crisi lโ€™intesa giallorossa

Il mandato con il quale lโ€™uomo del gruppo Bilderberg รจ stato richiamato a Roma dallโ€™esilio dorato al quale era stato relegato a suo tempo da Matteo Renzi con lโ€™ormai celebre โ€œEnrico stai serenoโ€ รจ chiaro: cercare di rilanciare un partito in crisi di identitร  e un progetto politico che rischia di affossarsi definitivamente.

Per fare questo nel suo โ€œdiscorso programmaticoโ€ allโ€™Assemblea Nazionale di domenica scorsa, il neo segretario Enrico Letta ha delineato un partito che deve ripartire dal โ€œterritorioโ€ (unโ€™entitร  mitologica, citata ormai trasversalmente in ogni dichiarazione programmatica da destra a sinistra, da sovranisti e populisti), uscire dalle Ztl (altra definizione trita e ritira), ha criticato le correnti, chi cambia casacca e chi pensa solo alle โ€œpoltroneโ€ (espressione giร  usata da Zingaretti nellโ€™annunciare le sue dimissioni) e โ€“ udite, udite – che il Pd non deve essere โ€œil partito del potereโ€ altrimenti โ€œmoriamoโ€.

Perfetto, peccato che la predica arrivi dal pulpito di uno che fino a qualche giorno le sue riflessioni filosofiche sul โ€œrapporto tra centro e periferieโ€ e sul concetto di potere le elaborava in veste di direttore della Scuola di Studi Internazionali della prestigiosa Sciences Po di Parigi e in quella di presidente del Jacques Delors Institute, due tra i piรน grandi istituti di affari internazionali del mondo. In ogni caso, le narrazioni sono sempre bellissime, poi ciรฒ che conta รจ la realtร  e al di lร  delle dichiarazioni dโ€™intenti sulla natura identitaria del Pd โ€“ sacrosanta, per caritร  – il nodo cruciale sarร  definire e strutturare il rapporto con il Movimento 5 stelle.

Lโ€™ex segretario su questo era stato molto chiaro: nellโ€™evidenziare la necessitร  di unโ€™alleanza reale e compiuta, che andasse oltre le parole di circostanza, aveva capito che lโ€™unico modo per ottenere un risultato era una sintesi delle posizioni nella quale ognuna delle parti in causa fosse disposta a sacrificare qualcosa, senza isterici protagonismi e fughe in avanti. Letta invece, stando alle sue prime mosse da segretario non solo sembra voler disegnare un โ€œnuovo centrosinistraโ€ guidato dal Pd e di cui il M5s dovrร  far parte in ruolo subalterno (e questo sarebbe pure legittimo dal suo punto di vista, un pรฒ meno da quello dei vertici 5Stelle) ma lโ€™impressione รจ che non voglia rinunciare alle poltrone e banco di prova ne รจ Roma.

Ieri, in merito alla volontร  espressa dallโ€™ex ministro dellโ€™Economia Roberto Gualtieri di volersi candidare a sindaco della Capitale (leggi l’articolo), il segretario dem ha subito commentato che il suo โ€œรจ un ottimo nome e un amicoโ€ aggiungendo che โ€œRoma vive delle grandi difficoltร โ€ (non proprio un complimento nei confronti dellโ€™attuale sindaca, la pentastellata Virginia Raggi che โ€“ per inciso โ€“ non intende rinunciare alla ricandidatura.

โ€œLa Capitale resta fuori dallโ€™accordoโ€, interviene nel dibattito la neo assessora alla Transizione ecologica della Regione Lazio, la pentastellata Roberta Lombardi, ma Letta in ogni caso non ha parlato di confronto col M5s, anche se ha affermato che quella per il Campidoglio โ€œsarร  una partita molto importante delle elezioni amministrative di autunno, che saranno una tappa di avvicinamento significativa nella costruzione di questa alleanza tra centrosinistra e Cinquestelle in vista delle elezioni politiche del 2023โ€.

E si arriva al piano nazionale: certo non aiuta il fatto che Letta abbia rilanciato, in tema di legge elettorale, il maggioritario e il Mattarellum mentre lโ€™accordo fra i giallorossi nella scorsa legislatura era stato trovato sul proporzionale, tantโ€™รจ che Giuseppe Brescia, presidente grillino della commissione Affari costituzionali della Camera, padre della proposta di legge che porta il suo nome, ribadisce che lโ€™orizzonte in cui si muove il Movimento รจ quello del proporzionale.

Anche perchรฉ lโ€™avanzata della destra non sarร  facile da contrastare, non a caso lโ€™ipotesi del maggioritario piace molto a Salvini e alla Meloni (che il segretario dem ha sentito ieri al telefono). Decisivo sarร  poi il rapporto di Letta con Giuseppe Conte, leader designato del Movimento: la coalizione, al momento, รจ lโ€™unica strada per sperare di essere competitivi con un centrodestra oggi diviso nel sostegno allโ€™esecutivo Draghi ma domani pronto a tornate unito nella sfida delle politiche.

Perรฒ in quel campo gli accordi fra i partiti sono piรน o meno chiari: il partito che ha preso piรน voti esprime il premier, mentre nellโ€™eventuale alleanza del fronte progressista le cose non sono cosรฌ โ€œlisceโ€ poichรฉ lโ€™ex premier del governo giallorosso non puรฒ piรน assumere il ruolo di federatore (di Papa straniero per intenderci) e quindi si porrร  anche il tema della leadership della coalizione. In ogni caso, il rapporto fra i due รจ tutto da costruire.