Sembra incredibile ma a distanza di 21 anni dalla sua morte, la Giustizia italiana torna a occuparsi di Bettino Craxi. ร successo ieri quando i figli, Stefania e Vittorio Craxi, e la moglie dellโex segretario del Psi travolto da Mani Pulite e morto latitante ad Hammamet il 19 gennaio del 2000, hanno perso in Cassazione, in qualitร di eredi con โbeneficio di inventarioโ, il ricorso contro gli avvisi di accertamento per le tasse evase e da pagare su oltre 19 miliardi e mezzo di vecchie lire, depositati sul conto svizzero International Gold Coast. Si tratta del conto, noto alle cronache in quanto comparso nei processi Enimont e All Iberian, ritenuto direttamente riconducibile allโallora leader del Psi ma gestito, per diversi anni, dallโamico di infanzia Giorgio Tradati.
Come emerso nel corso del procedimento, gli avvisi di accertamento risalgono al 1992 e 1993 e hanno sanzioni per oltre 10 miliardi di lire. Stando allโesito del lungo dibattimento, per la Cassazione non merita alcuna obiezione la decisione della Commissione tributaria regionale della Lombardia che con verdetto del 2014, rispondendo a un ordine emanato dalla stessa Suprema Corte nel 2011, โha minuziosamente elencato gli esiti dei procedimenti penali paralleli (al processo tributario) che punteggiavano il suo percorso argomentativoโ.
In particolare con โdovizia di elementiโ, la Commissione โha composto un quadro probatorioโ, in cui spiccano le dichiarazioni rese agli inquirenti da Tradati dopo lโarresto del 1994, โche conferma la pretesa erariale e pone in rilievo il ruolo cruciale di Craxi, il quale almeno a partire dalla seconda metร degli anni โ80, aveva fatto aprire allโestero a suoi prestanome, movimentava e gestiva, tramite terze persone, un conto corrente (International Gold Coast) al quale affluivano i denari che qualche persona doveva far arrivare allโonorevole Craxiโ.
Alla base della sentenza sulla causa, pendente in Cassazione dal lontano 2015, cโรจ soprattutto il fatto che รจ rimasto โprivo di riscontro lโassunto difensivoโ sostenuto dai legali dei familiari del leader del Psi, gli avvocati Giancarlo Zoppini, Giuseppe Pizzonia e Giuseppe Russo Corvace, secondo cui Craxi โal fine di eludere la tassazione personale, avrebbe retrocesso le somme al partitoโ. Infatti, a parere dei giudici e sulla scorta di quanto accertato dallโAgenzia delle Entrate, il conto svizzero incriminato era โmaterialmente riconducibile al Craxi e non al partitoโ. Non solo. Lโex leader del Psi, sempre secondo la tesi dellโaccusa, aveva la disponibilitร esclusiva del conto ed รจ negata โin radiceโ lโeventualitร del โpossessoโ o del โcompossessoโ di quelle somme da parte del partito politico.