L’incidenza continua ad aumentare. Siamo a 176 contagi ogni 100mila abitanti. Crescono ricoveri e terapie intensive. Sei Regioni vicine alla zona gialla

L'ultimo monitoraggio sull'incidenza: 176 casi ogni 100mila abitanti. Sei le Regioni vicine alla zona gialla.

L’incidenza continua ad aumentare. Siamo a 176 contagi ogni 100mila abitanti. Crescono ricoveri e terapie intensive. Sei Regioni vicine alla zona gialla

Lโ€™incidenza settimanale dei casi Covid a livello nazionale continua ad aumentare: 176 per 100mila abitanti (3-9 dicembre) contro i 155 della scorsa settimana (leggi l’articolo). รˆ quanto emerge dai dati del monitoraggio settimanale della Cabina di regia di Ministero della Salute e dell’Istituto superiore di Sanitร  (qui il focus).

Nel periodo 16 novembreโ€“29 novembre, l’Rt medio calcolato sui casi sintomatici รจ stato pari a 1,18 (range 1,06-1,24), leggermente in diminuzione rispetto alla settimana precedente ma al di sopra della soglia epidemica. รˆ in diminuzione, ma ancora sopra la soglia epidemica, lโ€™indice di trasmissibilitร  basato sui casi con ricovero ospedaliero. Il tasso di occupazione in terapia intensiva รจ allโ€™8,5%. Il tasso di occupazione in aree mediche a livello nazionale sale al 10,6% contro il 9,1% (rilevazione giornaliera Ministero della Salute al 02 dicembre).

Il virus SarsCov2, dunque, continua la sua corsa. A dirlo รจ anche lโ€™ultimo report dellโ€™Agenzia nazionale per i Servizi sanitari regionali (Agenas), aggiornato allโ€™8 dicembre. Sono sei, infatti, le aree a rischio zona gialla tra regioni e province autonome che superano il tasso di occupazione di posti letto da parte dei pazienti Covid in terapia intensiva: Trento (17 per cento, del +4 per cento in un giorno), Friuli Venezia Giulia (15 per cento), Lazio, Liguria, Marche e Veneto (al 12 per cento). Mentre la soglia del 15 per cento per lโ€™area medica risulta superata da Friuli Venezia Giulia (23 per cento), Valle dโ€™Aosta (22 per cento), Provincia autonoma di Bolzano (19 per cento) e Calabria (17 per cento).

SOGLIA CRITICA. A livello nazionale, il tasso di occupazione di posti letto da parte dei pazienti Covid resta al 10 per cento nei reparti ordinari e al 9 per cento in terapia intensiva, ma con notevoli differenze regionali. In particolare queste le variazioni percentuali rispetto al giorno precedente: le intensive sono in crescita in Abruzzo (dove arrivano al 6 per cento), Campania (al 5 per cento), Lazio (al 12 per cento), Trento (al 17 per cento), in Piemonte (al 7 per cento). Mentre calano in Calabria (al 9 per cento), Friuli Venezia Giulia (al 15 per cento), Umbria (allโ€™8 per cento).

I ricoveri in area medica sono in crescita in Calabria (al 17 per cento), Liguria (al 12 per cento), Marche (al 12 per cento), Valle dโ€™Aosta (al 22 per cento). Mentre risultano in calo in Friuli Venezia Giulia (al 23 per cento), Molise (al 6 per cento), nella Pa di Bolzano (al 19 per cento), Veneto (allโ€™11 per cento). Le soglie del 15 per cento per lโ€™area medica e del 10 per cento in terapia intensiva sono i parametri indicati dal ministero della Salute per il passaggio di colore (insieme allโ€™incidenza settimanale superiore a 50 casi di Covid-19 su 100mila abitanti). Tali percentuali risultano entrambe attualmente superate solo in Friuli-Venezia Giulia e Provincia Autonoma di Bolzano, che sono giร  in zona gialla.

TREND NEGATIVO. Certo รจ che secondo il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) solo Sicilia, Sardegna, Molise, Puglia e Umbria sono in arancione, il resto รจ in rosso mentre rimangono in rosso scuro la provincia autonoma di Bolzano e il Friuli Venezia Giulia, alle quali si aggiungono il Veneto e la Valle dโ€™Aosta. In Europa solo lโ€™Italia, la Spagna e la Romania presentano regioni in arancione, il resto รจ in rosso o rosso scuro. Dunque una situazione in evidente peggioramento.

Anche il presidente del Consiglio Mario Draghi nel videomessaggio (qui il video) inviato al Summit for Democracy ha detto che โ€œla pandemia ha rappresentato una grande sfida per le democrazie di tutto il mondo. Ci siamo trovati a dover bilanciare le libertร  individuali con la sicurezza collettiva. E garantire la prosperitร  durante una forte recessioneโ€.

Cโ€™รจ da dire perรฒ che le Regioni nel loro piccolo hanno cercato di darsi da fare, non senza poche difficoltร  come ha sottolineato lโ€™assessore alla Sanitร  della Regione Lazio, Alessio Dโ€™Amato: โ€œIl Lazio รจ lโ€™unica regione, assieme al Veneto, ad aver incrementato il personale adibito allโ€™attivitร  di contact tracing. Tutto ciรฒ, non senza difficoltร , in quanto tutte le Regioni sono sottoposte al vincolo anacronistico del tetto del personale su base 2004, unโ€™era geologica fa. Noi facciamo tutti gli sforzi possibili, ma le Regioni devono essere messe in condizione di poter gestire al meglio la pandemiaโ€.

Peraltro, conclude lโ€™assessore regionale, โ€œdi recente sono stati tolti anche 45 addetti ai drive-in forniti dalla struttura commissariale. Credo che sia arrivato il momento di riconoscere alle Regioni le risorse che fino ad ora hanno anticipato per il contrasto alla pandemiaโ€.