La crociata del governo Meloni contro la cannabis light si infrange ancora una volta contro il muro della realtร . Il Tar del Lazio ha confermato la sospensione del decreto del ministero della Salute che, con un colpo di mano a base di proibizionismo, aveva tentato di classificare il Cbd come sostanza stupefacente. Una decisione che sa di schiaffo sonoro allโennesimo tentativo ideologico di questo esecutivo di fare guerra alle windmill del nemico immaginario. Ma si sa, quando lโideologia prevale sulla scienza, quando la propaganda sovrasta il buonsenso, quando il pregiudizio offusca la ragione, il risultato รจ sempre lo stesso: una figuraccia. Perchรฉ il Cbd non รจ una droga, non lo รจ mai stato, e questo lo sanno tutti. Lo sa lโEuropa che ne permette la commercializzazione, lo sanno gli esperti che ne attestano lโassenza di effetti psicoattivi, lo sa persino il professor Ciallella, ex direttore dellโistituto di medicina legale della Sapienza, che lo ha messo nero su bianco.
Eppure il governo insiste, accanendosi contro un settore che dร lavoro a migliaia di persone, che rappresenta unโopportunitร di sviluppo per le aree rurali, che potrebbe essere un volano per lโeconomia agricola italiana. E mentre il Tar ricorda al governo che le leggi devono basarsi su evidenze scientifiche e non su pregiudizi ideologici, lโesecutivo prepara giร la prossima offensiva con il Ddl Sicurezza, lโennesimo tentativo di criminalizzare un settore legale e produttivo. Un accanimento terapeutico contro il buonsenso che sta diventando la cifra distintiva di questo governo. Ma la realtร , ancora una volta, si prende la sua rivincita. E non cโรจ decreto o emendamento che tenga quando i fatti sono piรน testardi delle ideologie.