In un tempo in cui la autocrazie sono improvvisamente di moda e lโItalia รจ governata da una presidente del Consiglio che accarezza lโidea di potere essere sfrontata come i suoi omologhi piรน autocrati รจ un diritto dissentire. Forse perfino un dovere. Sรฌ, un dovere.ย
ร un dovere riportare questo Paese fuori dalle secche dellโeconomia che stagna, quasi marcisce, sotto le martellate delle distrazioni inutili. ร un dovere non ritenere normalizzabile una compagine di governo che si lambicca nei messaggi privati di gruppo sognando di punire gli intellettuali. ร un dovere opporsi, opporsi con tutte le forze, a chi succhia la sua forza bastonando le minoranze, sognando di riuscire a fare ancora peggio.ย
Se cโรจ un limite invalicabile della sopportazione รจ sicuramente lโipocrisia di due guerre giocate sulla schiena di vittime che tra poco verranno buttate. Hanno passato mesi a sventolarle come giustificazione per vomitare armi e ora diventeranno pacifinti – loro sรฌ – pronti a tirare la catena.ย
Il governo guidato dalla presidente del consiglio Giorgia Meloni ha superato i limiti dellโavversione politica esondando nella battigia dei diritti umani, del diritto internazionale e della compassione umana. Dissentire non รจ piรน unโopzione conveniente, dissentire รจ un dovere civico in nome della Costituzione. Se cโรจ un tempo per la piazza, la piazza come concentrazione del dissenso, il tempo รจ questo.ย
Riprendendo un indovinatissimo slogan verrebbe da scrivere: se non ora, quando?