Nelle ultime 24 ore sono almeno 48 i palestinesi uccisi sotto i bombardamenti israeliani. Scuole trasformate in rifugi sono diventate bersagli. Ospedali assediati, centri di distribuzione alimentare chiusi, ordini di evacuazione che suonano come sentenze. Il porto di Gaza City รจ stato colpito con decine di vittime. Nessun luogo รจ sicuro. Nessuna tregua รจ reale.
Gaza รจ oggi un campo di sterminio a cielo aperto lo ribadiscono voci trasversali, mentre Antonio Tajani definisce โinaccettabile la carneficina di civiliโ e lamenta che Israele โnon ascolta gli appelliโ. Ma chi sono gli interlocutori di questi appelli? Chi li formula senza porre condizioni reali? Guterres denuncia โuna violazione continua del diritto internazionale in totale impunitร โ. E intanto i morti si contano a decine ogni giorno.
Il bilancio, che sfiora ormai i 38.000 morti palestinesi, รจ solo una delle cifre. Altre riguardano i bambini amputati, i giornalisti uccisi โ 228 secondo le autoritร locali โ e i milioni di litri di acqua non potabile. Israele ha appena riorganizzato le vie di accesso agli aiuti umanitari, ma ha anche chiuso il centro di distribuzione a Tel al-Sultan. E nei corridoi della diplomazia si discute di ostaggi e di tregue condizionate, come se questo potesse cancellare le macerie.
Intanto, una Corte britannica ha respinto il ricorso contro lโesportazione dei componenti F-35 a Israele, e un fondo norvegese ha deciso di disinvestire dalle aziende coinvolte nella produzione di armamenti. Piccoli segnali, quando servirebbe un crollo morale della complicitร occidentale.
La distruzione di Gaza non รจ piรน โcollateraleโ. ร un metodo. ร lโobiettivo.