Pil in calo e consumi fermi: il quadro di Confcommercio sull’economia italiana

Pil in calo e consumi fermi: il quadro di Confcommercio che getta più ombre che luci sull’economia italiana

Pil in calo e consumi fermi: il quadro di Confcommercio sull’economia italiana

La conferma di una contrazione del Pil italiano nel secondo trimestre mette in discussione le stime di crescita complessiva per il 2025. Secondo l’Ufficio Studi di Confcommercio, raggiungere un incremento annuo tra lo 0,7 e lo 0,8% diventa ora un traguardo più complicato, nonostante alcuni indicatori strutturali dell’economia si mantengano solidi.

Consumi fermi per mancanza di fiducia

Il vero nodo resta la spesa delle famiglie, che continua a ristagnare. Alla base, osserva Confcommercio, c’è un clima di scarsa fiducia che frena gli acquisti, anche se i redditi reali per unità di lavoro e l’occupazione risultano in crescita. La stabilizzazione dell’inflazione, infatti, non sembra bastare a stimolare i consumi, con famiglie ancora caute nelle scelte di spesa.

Esportazioni in chiaroscuro

Sul fronte delle esportazioni emergono segnali di fragilità, ma il quadro risulta difficile da interpretare a causa delle oscillazioni legate a riallocazioni temporali delle forniture, spesso condizionate dalle dispute commerciali internazionali.

Il traino del turismo

A dare ossigeno al Pil italiano è invece il turismo, con un saldo record che ha già superato i livelli storici. L’Ufficio Studi di Confcommercio stima che a fine anno il settore possa raggiungere i 29 miliardi di euro, un valore mai registrato in precedenza e che conferma il ruolo centrale del comparto per la crescita nazionale.

Inflazione e rincari alimentari

Le prime stime di agosto indicano un tasso tendenziale dell’1,6%, in lieve calo rispetto a luglio. L’analisi di Confcommercio distingue tre componenti: l’aumento dei prezzi alimentari, la diminuzione di quelli energetici e un contributo nullo da parte delle altre voci, inclusi i servizi ricettivi e di ristorazione, che ad agosto hanno mostrato dinamiche di deflazione.

Proprio i rincari nel settore alimentare continuano a pesare sui bilanci delle famiglie italiane. Un fenomeno che, come sottolinea l’associazione, non riguarda solo l’Italia ma l’intera area euro, segno che le filiere internazionali delle materie prime sono sotto pressione da tempo e non mostrano prospettive di miglioramento a breve.