Sembra un paradosso, ma più si tenta di trovare una soluzione diplomatica per l’Ucraina, più le posizioni di Volodymyr Zelensky e Vladimir Putin si fanno rigide e inconciliabili. Una situazione di stallo che il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, sta provando a risolvere in modo brutale con quello che appare come un nuovo ultimatum a Kiev, che dovrà decidere se accettare “entro pochi giorni” l’accordo proposto dalla Casa Bianca e gradito al Cremlino; altrimenti, in caso di rifiuto, dovrà fare a meno del supporto americano per continuare a difendersi dall’invasore russo.
Si tratta di un aut-aut che, detto in soldoni, mette Zelensky davanti a un bivio: fermare la guerra cedendo alle richieste di Mosca oppure continuare a combattere con il rischio, più che concreto, di perdere ulteriori territori nei prossimi mesi.
Il Vaticano contro Trump
Un dilemma su cui è intervenuto perfino Papa Leone XIV che, ben consapevole dell’esistenza di un aggressore e di un aggredito, ha criticato Trump e il suo piano di pace in quanto ritenuto troppo sbilanciato a favore di Mosca e, soprattutto, per il mancato coinvolgimento dell’Europa, che a conti fatti deve essere parte integrante delle trattative.
“Penso che il ruolo dell’Europa sia molto importante e l’unità dei Paesi europei sia davvero significativa, specialmente in questo caso”, ha affermato il Pontefice, spiegando anche che “cercare un accordo di pace senza includere l’Europa nei colloqui non è realistico: la guerra è in Europa e penso che sulle garanzie di sicurezza che si cercano oggi e nel futuro l’Europa debba essere coinvolta. Purtroppo non tutti lo capiscono”.
Lo scoop del Washington Post
Il contenuto del piano di pace, più volte aggiornato dalla Casa Bianca, prevederebbe – secondo le ultime indiscrezioni del Washington Post – “una zona demilitarizzata” sul modello di quella che divide in due la penisola coreana, e il via libera all’ingresso di Kiev nell’Unione Europea a partire dal 2027. In particolare, secondo quanto appurato dal quotidiano, la zona demilitarizzata si estenderebbe dalla provincia di Donetsk, nel nord-est, fino alle città di Zaporizhia e Kherson, nel sud.
Subito dietro questa linea smilitarizzata se ne ricaverebbe una seconda, più profonda, in cui vige il divieto di schierare armi pesanti. Proprio quest’ultima linea “difensiva” sarebbe attentamente monitorata, esattamente come avviene nella zona che divide la Corea del Nord dalla Corea del Sud, con gli Stati Uniti pronti a fornire garanzie di sicurezza descritte come “simili all’Articolo 5” della Nato, per proteggere l’Ucraina in caso di violazioni da parte della Russia.
Per quanto riguarda l’ingresso nell’Ue, stando a quanto riporta il Wall Street Journal, l’amministrazione Trump sarebbe pressoché certa “di poter superare l’opposizione dell’Ungheria di Viktor Orbán, principale oppositore di Kiev all’ingresso nell’Ue”, verosimilmente offrendo al Paese “investimenti”. Si tratta di condizioni vaghe che, tra le altre cose, non risolvono il nodo delle cessioni territoriali – pari al 25% dell’ex repubblica sovietica – che per Mosca rappresentano una parte ineludibile dell’accordo, mentre l’Ucraina continua a rifiutare.
Zelensky prova a prendere tempo
Indiscrezioni di stampa che non sono passate inosservate a Zelensky, sempre più isolato e timoroso del disimpegno americano. Il presidente ucraino ha fatto sapere di essere ormai pronto a inviare a Washington una controproposta di pace, su cui al momento regna il massimo riserbo e che difficilmente potrà essere accettata da Putin. Del resto, il leader di Kiev ha già dichiarato di essere “pronto a siglare una tregua con i russi”, nella peggiore delle ipotesi limitata al divieto reciproco di colpire le strutture energetiche, e ha ribadito di non voler “cedere il Donetsk senza combattere”.
Secondo Zelensky, questa ipotesi – presente nel piano di Trump – sarebbe stata “formulata dai russi, non dagli americani”. Una tesi comprensibile, ma che non cambia il fatto che, a prescindere dalla paternità, sia condivisa da Mosca e Washington. Zelensky ha poi rinnovato la disponibilità a indire nuove elezioni in caso di pace.
Mosca insiste
Tutte dichiarazioni bocciate dal Cremlino, con la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, che ha definito “la promessa del presidente Volodymyr Zelensky di tenere elezioni in Ucraina se gli occidentali ne garantiranno la sicurezza” come “una scena del teatro delle marionette”. Ancora più netto il ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov, che ha chiuso alla possibilità di un dispiegamento di truppe europee in Ucraina, punto caro a Zelensky, affermando che si tratta di un’ipotesi del tutto inaccettabile. Lo stesso Lavrov ha poi rinnovato le accuse all’Ue, che a suo dire “blocca artificialmente gli accordi di risoluzione del conflitto”, preferendo “incitare in ogni modo possibile il cosiddetto leader ucraino e i membri del suo regime a continuare a combattere fino all’ultimo ucraino”.
Parole che non hanno fatto indietreggiare Bruxelles che, secondo quanto riporta il Financial Times, pur di non abbandonare l’Ucraina sarebbe pronta ad approvare già questa settimana una decisione per immobilizzare definitivamente i 210 miliardi di euro di asset sovrani russi, così da superare il rinnovo semestrale del regime sanzionatorio e finanziare la resistenza ucraina.
Ma il primo ministro Bart De Wever ha avvertito che il Belgio non esclude ricorsi legali se costretto ad accettare l’utilizzo dell’articolo 122 del Trattato, con una decisione Ue a maggioranza qualificata e non all’unanimità, per finanziare il prestito di riparazione all’Ucraina basato sugli asset sovrani russi.
Intanto l’Ue prova ad uscire dall’angolo. Il presidente francese, Emmanuel Macron, il premier britannico Keir Starmer e il cancelliere tedesco Friedrich Merz sono stati quaranta minuti al telefono con Trump per “cercare di fare progressi” su un possibile accordo sull’Ucraina. I tre leader “accolgono con favore gli sforzi” degli Stati Uniti “per ottenere una pace forte e duratura in Ucraina, mettendo fine ai massacri” e aggiungono che “il lavoro intensivo continua e proseguirà anche nei prossimi giorni”.