“Forse dovrò scegliere tra la sopravvivenza della Nato e l’annessione della Groenlandia”. Trump si dice pronto a rompere con gli alleati e manda in tilt l’Unione europea

"Forse dovrò scegliere tra la sopravvivenza della Nato e l'annessione della Groenlandia". Trump si dice pronto a rompere con gli alleati

“Forse dovrò scegliere tra la sopravvivenza della Nato e l’annessione della Groenlandia”. Trump si dice pronto a rompere con gli alleati e manda in tilt l’Unione europea

Passano le settimane, ma non accenna a diminuire lo scontro tra Donald Trump e l’Unione europea sulla Groenlandia. Anzi, nelle ultime ore le tensioni sono aumentate a dismisura dopo che il tycoon, evidentemente convinto di poter fare e disfare impunemente tutto ciò che vuole, ha ribadito di non intendere rinunciare all’isola – facente parte della Danimarca – perché, a suo dire, necessaria per “questioni di sicurezza” degli Stati Uniti. Proprio per questo, in un’intervista al New York Times, ha detto apertamente che presto o tardi “potrei dover scegliere tra l’annessione della Groenlandia e il mantenimento della Nato”.

E se questo bivio dovesse davvero concretizzarsi, Trump sembra avere già le idee chiare su cosa fare. Come anticipato nella stessa intervista, l’inquilino della Casa Bianca ha spiegato che “la Russia non è affatto preoccupata dalla Nato se non per quanto riguarda la nostra presenza. E nemmeno la Cina teme la Nato”. Si tratta di parole che lasciano intendere come, qualora dovesse scegliere tra il mantenimento della Nato e l’annessione della Groenlandia, avrebbe ben pochi dubbi. “L’Europa sta diventando un luogo molto diverso e devono davvero darsi una regolata. Voglio che si diano una regolata”, ha aggiunto il presidente degli Stati Uniti.

Scontro Usa-Ue sulla Groenlandia

Ma Trump non è il solo a pensarla così. L’inviato speciale degli Stati Uniti in Groenlandia, Jeff Landry, ha infatti pienamente appoggiato la linea del presidente con un post al vetriolo su X. “La storia è importante. Gli Stati Uniti difesero la sovranità della Groenlandia durante la Seconda guerra mondiale, quando la Danimarca non ci riuscì. Dopo la guerra, la Danimarca la rioccupò aggirando e ignorando il protocollo delle Nazioni Unite”, ha riferito il diplomatico. Insomma, la posizione di Washington sembra sempre più intransigente, con il concreto rischio che la situazione possa degenerare fino alla rottura dei rapporti con l’Unione europea. Ne è consapevole la presidente della Commissione europea che, in un colloquio con il Corriere della Sera, ha ricordato che “la Groenlandia appartiene al suo popolo. Spetta alla Danimarca e alla Groenlandia, e solo a loro, decidere sulle questioni che le riguardano. Nulla sarà deciso senza il loro consenso”.

Ma cosa può fare davvero l’Ue? Secondo numerosi esperti di diritto internazionale, Bruxelles dispone di alcuni margini di manovra. Le opzioni a disposizione vanno dalla diplomazia a strumenti economici e investimenti diretti, per convincere i groenlandesi a restare agganciati all’Europa anziché passare sotto il controllo degli Stati Uniti. Esiste anche un’ultima opzione, la classica carta estrema prima di giungere al punto di non ritorno: ottenere il permesso dalla Groenlandia per dispiegare truppe di pace con compiti di deterrenza militare.

La posizione di Svezia e Danimarca

Appare chiaro che tutto dipende da Trump e che l’Ue, come spesso accade, non può fare altro che giocare di rimessa rispetto alle mosse degli Stati Uniti. Proprio per questo la linea diplomatica appare la via migliore per scongiurare una frattura insanabile dell’Occidente. Il governo di Copenaghen ha già ribadito a Trump che l’accordo di difesa Usa-Danimarca del 1951, aggiornato nel 2004, consente già un’ampia presenza militare statunitense sull’isola e che non vi è alcun motivo per puntare all’annessione.

Quel che è certo è che le parole del tycoon hanno messo in fibrillazione gli alleati, in particolare la Nato. A rivelarlo è stato il ministro della Difesa svedese, Pål Jonson, secondo cui “siamo tutti influenzati dalle dichiarazioni dell’amministrazione Trump sulla Groenlandia, che stanno generando incertezza anche all’interno dell’Alleanza atlantica”. Lo stesso ha poi spiegato che “essere imprevedibili nei confronti dei propri alleati” è “dannoso”, motivo per cui ha chiesto a tutti di abbassare i toni, aggiungendo che la Svezia sta monitorando attentamente la situazione.

La reazione più forte è arrivata con una nota congiunta dei primi ministri di Danimarca e Groenlandia, Mette Frederiksen e Jens-Frederik Nielsen, che hanno messo in guardia gli Stati Uniti contro qualsiasi tentativo di acquisire l’isola, sottolineando che ci si aspetta “il rispetto della loro integrità territoriale” condivisa.