Nel solo mese di dicembre il ministero della Difesa ha trasmesso alle commissioni Bilancio e Difesa di Camera e Senato 14 programmi di spesa militare. Valore complessivo: 5,3 miliardi di euro. I fascicoli arrivano quando la sessione di bilancio รจ giร una corsa a ostacoli e ogni passaggio pesa piรน per la velocitร che per il merito. Cosรฌ accade che le spese vengano messe in fila mentre le coperture restano fuori campo.
Quei 14 programmi sono ovviamente allโinterno di una sequenza giร strutturale. Dallโinizio della legislatura, i programmi militari approvati o in via di approvazione sono 60. Il totale degli impegni di spesa รจ pari a 25 miliardi di euro. Il valore complessivo supera i 60 miliardi, perchรฉ gli stanziamenti sono pluriennali e vincolano i bilanci successivi. I numeri sono quelli ricostruiti dallโOsservatorio Milโฌx, che segue la spesa militare atto per atto e ne misura lโimpatto nel tempo.
Impegni oggi, coperture appese a marzo
Ma il fatto politico sta nella distanza tra ciรฒ che viene impegnato e ciรฒ che viene spiegato. I programmi avanzano, le risorse che dovrebbero sostenerli vengono rinviate a una fase successiva. Si compra dissennatamente e solo dopo ci si preoccupa di pagare.
Durante il question time al Senato del 13 gennaio 2026, il ministro dellโEconomia Giancarlo Giorgetti ha assicurato che lโincremento della spesa prospettato eviterebbe rinunce sulle prioritร sociali e sul welfare. Subito dopo ha indicato il punto di caduta: per capire come verranno coperte queste spese occorre attendere la stima del deficit 2025 che lโIstat notificherร alla Commissione europea a marzo. Da lรฌ dipenderebbe lโeventuale uscita dellโItalia dalla procedura per disavanzo eccessivo.
In quel quadro il governo si dice pronto ad attivare deroghe europee e clausole di flessibilitร , con una deviazione temporanea dal percorso di spesa netta previsto nel Piano strutturale di bilancio di medio termine. In pratica, la spesa viene impegnata adesso e la copertura viene agganciata a un passaggio ancora da certificare. E mentre si chiede al Parlamento di esaminare pacchetti miliardari, la mappa delle risorse resta in sospeso. Le garanzie restano dichiarazioni. I miliardi restano atti.
Programmi che lievitano, impegni che si stratificano
Milโฌx segnala anche il modo in cui alcuni programmi crescono mentre procedono. La terza fase dei mini-droni da ricognizione Asio, Spyball e Crex prodotti da Leonardo passa da 290 a 356 milioni in un anno, con un impegno pluriennale richiesto di 115 milioni. Il programma Grifo per batterie antiaeree basate sui missili Camm-Er del consorzio Mbda sale da 456 a 842 milioni in tre anni, con un impegno pluriennale di circa 277 milioni.
Nello stesso elenco compaiono ulteriori acquisizioni: obici ruotati Rch155 e munizioni (435 milioni), mortai e droni-bomba (65 milioni), razzi a lungo raggio (55 milioni), lanciarazzi Carl-Gustav e munizioni con impegni pluriennali (45 milioni), ammodernamenti di sistemi giร in dotazione (42 milioni). Ogni riga รจ una cifra, ogni cifra ha un orizzonte pluriennale. Il valore vero sta nella somma dei vincoli, nella parte che resta fuori dallโanno corrente e si scarica su quelli successivi.
Dicembre come acceleratore
Dicembre, con i suoi 5,3 miliardi, diventa cosรฌ un acceleratore. La legislatura, con i suoi 60 programmi, รจ la traiettoria. La questione delle coperture viene spostata a marzo, a Bruxelles, a una finestra tecnica. Nel frattempo gli impegni sono giร iscritti. E quando una spesa entra negli atti, smette di essere promessa e diventa debito politico da pagare, con soldi che il governo ancora deve indicare dove trovare.
Rimane un punto sostanziale: il governo italiano sta spendendo soldi che non ha, mentre promette di non intaccare le spese in essere. E qui la domanda รจ scontata: la promessa di Giorgetti di non toccare la spesa sociale verrร smentita in nome di una nuova emergenza? Di certo le emergenze, di questi tempi, spuntano con una velocitร impressionante.ย