Le polemiche dei giorni scorsi sulla timidezza delle opposizioni nei confronti del regime iraniano, colpevole di reprimere nel sangue le manifestazioni di dissenso nei confronti delle autorità, si sciolgono come neve al sole. O almeno in parte. Una risoluzione bipartisan che esprime preoccupazione per gli eventi in Iran e condanna la repressione violenta delle proteste popolari è stata approvata ieri dalla commissione Esteri e Difesa del Senato, su iniziativa della sua presidente Stefania Craxi (FI). Ma le polemiche, dicevamo, non sono state sciolte nei confronti del solo M5S. Tutti i gruppi hanno votato a favore della risoluzione con l’eccezione dei pentastellati. Che avevano chiesto che venisse richiamata la contrarietà a ogni intervento armato esterno.
Approvata risoluzione bipartisan sull’Iran ma il M5S si astiene
“Non vogliamo che il governo italiano si trovi a sostenere un’altra azione illegale di Trump, un’altra guerra per il petrolio; per questo motivo abbiamo chiesto di inserire un impegno nella risoluzione unitaria sull’Iran per scongiurare un intervento militare unilaterale – rafforzando un testo che per il resto condividiamo. Questo nostro auspicio è stato rigettato e per questo ci siamo astenuti“, hanno dichiarato i senatori M5S in commissione. Un concetto rilanciato dal leader del M5S.
I motivi dell’astensione dei pentastellati
“L’assenza di quel passaggio è per noi fondamentale. Soprattutto ora che si è manifestata la dottrina ‘Meloni-Tajani’ per cui il diritto internazionale vale… ma fino a un certo punto. E questo punto lo stabiliscono gli Stati Uniti, di volta in volta”, ha dichiarato Giuseppe Conte. “Per il governo Meloni – ha osservato ancora il presidente del M5S – il diritto internazionale non vale per il criminale Al-Masri, che ha rimpatriato con gli onori di un volo di Stato. Non vale nella Striscia di Gaza, dove il governo italiano è rimasto complice silente del genocidio compiuto dal governo Netanyahu. Non vale in Venezuela dove Meloni ha dichiarato ‘legittimo’ il blitz militare americano, con la conseguenza che al governo c’è adesso la numero 2 di Maduro, mentre a cambiare realmente è stata la governance del petrolio. Se lasciamo che prevalga la legge del più forte, del più armato, rotoleremo nel più completo disordine mondiale“, ha concluso l’ex premier.
L’affondo delle destre contro il M5S
“E’ assolutamente ingiustificabile l’astensione del Movimento 5 Stelle sulla mozione unitaria”, ha affermato Lucio Malan, presidente dei senatori di Fratelli d’Italia. “Eppure, anche su un tema di questa importanza, in cui le forze politiche avrebbero potuto presentarsi unitarie, il campo largo si spacca, dimostrando ancora una volta la sua inconsistenza”, ha aggiunto.
“Quanto alla scelta del M5s di astenersi, peraltro – ha spiegato Stefania Craxi – seguendo una direttiva calata dall’alto, questa risponde non solo a logiche strumentali interne al cosiddetto ‘campo largo’ e al bisogno dei pentastellati di marcare a ogni costo la propria diversità, ma lascia anche intravedere una preoccupante inclinazione verso un sistema di alleanze internazionali vicino alle principali autocrazie globali con una spiaccicata vocazione antioccidentale”.
“Oggi al Senato in Commissione si è votata una mozione unitaria sull’Iran. Unici astenuti i 5S. Sempre dalla parte giusta della storia. Avanti così con Maduro, Putin e Ayatollah vari”, ha detto il leader di Azione, Carlo Calenda.
La replica dei pentastellati
“Noi sosteniamo senza ambiguità il popolo iraniano che si ribella a un regime teocratico brutale. Condanniamo la repressione sanguinaria, che colpisce soprattutto donne e giovani. Auspichiamo una svolta democratica in Iran che sia frutto dell’autodeterminazione del popolo iraniano, non di un bombardamento deciso altrove. Proprio per questo rifiutiamo ogni ipotesi di intervento armato esterno o di regime change imposto con la forza. Non per ingenuità, ma per memoria storica. Afghanistan, Iraq, Siria, Libia non sono teorie: sono fallimenti totali, Stati distrutti, milioni di morti, instabilità permanente che ancora oggi paghiamo. Ecco perché respingiamo con forza l’accusa di essere ‘prima con Putin, poi con Maduro e ora con gli Ayatollah’. È una caricatura utile solo a evitare il confronto nel merito”, ha replicato il capogruppo M5S in Senato Stefano Patuanelli.